Dal ’91 in Sicilia 66 Comuni sciolti per mafia, 12 più volte 

In Sicilia gli enti locali complessivamente coinvolti nella procedura di verifica per infiltrazioni della criminalita’ organizzata dal ’91 ad oggi sono stati 69; di essi, 66 effettivamente sciolti. Sono invece 5 i procedimenti ispettivi conclusisi con l’archiviazione (si contano 2 amministrazioni interessate sia da archiviazione che da scioglimento). Sono 9, infine, gli enti siciliani attualmente sottoposti a gestione commissariale, distribuiti tra le province di Agrigento (2), Caltanissetta (2), Catania, Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa (1).

I dati arrivano dal Rapporto Lo scioglimento dei comuni per mafia, presentato oggi da Avviso Pubblico, rete degli enti locali antimafia. Sono 12 le amministrazioni locali sciolte piu’ volte per infiltrazione e condizionamento della criminalita’ organizzata; di queste, 11 hanno subito due scioglimenti, mentre 1 ne ha subiti ben tre. Si tratta dei Comuni di: Altavilla Milicia (1996, 2014); Bagheria (1993, 1999); Caccamo (1993, 1999); Campobello di Mazzara (1992, 2012); Cerda (1991, 2006); Mascali (1992, 2013); Niscemi (1992, 2004); Riesi (1992, 2006); San Giovanni La Punta (1993, 2003); Scicli (1992, poi annullato, 2015); Villabate (1999, 2004); Misilmeri (1992, 2003, 2012).

Prendendo in considerazione la dimensione demografica dei Comuni interessati dal provvedimento di scioglimento, si rileva come, da un punto di vista meramente quantitativo, gli scioglimenti abbiano finora colpito in maniera equivalente enti di dimensione medio-piccola (0-9.999 abitanti, 33) e medio-grande (10.000-oltre 50.000 abitanti, 33). Se pero’ si rapporta il dato col numero di Comuni piccoli, medi e grandi presenti in Sicilia, emerge chiaramente che ad essere sciolti proporzionalmente di piu’ sono gli enti medio-grandi, con il dato piu’ eclatante relativo alla porzione di comuni aventi popolazione compresa tra 20mila e 50mila abitanti: il 38 per cento di questi ha subito almeno uno scioglimento.(ANSA).