Migranti, 6 le ong nel Mediterraneo con 4 navi e aereo

Sono sei le ong attualmente operative nel Mediterraneo, con quattro imbarcazioni e un aereo, per la ricerca e il soccorso di migranti in partenza dalle coste della Libia: Sea Eye con la Alan Kurdi; Mediterranea saving humans con il veliero Alex; Proactiva Open Arms con la nave Open Arms; Resqship con la barca a vela Josefa e Sea Watch – in collaborazione con Humanitarian Pilot Initiative – con l’aeroplano Moonbird. Diverse delle ong – che vivono essenzialmente di donazioni private, per lo piu’ tramite crowdfunding online – hanno avuto in passato “guai” con le autorita’ di Malta e dell’Italia e ora sono impegnate in un braccio di ferro con il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini.

Sea Eye e’ un’ong tedesca attualmente attiva con la nave Alan Kurdi che due giorni fa ha soccorso 65 migranti. Fu fondata nel 2015 dall’imprenditore Michael Buschheuer e ha tra i sostenitori la Chiesa evangelica in Germania (Ekd), il Centro di sostegno mennonita e l’Arcidiocesi di Monaco e Frisinga. La Alan Kurdi nel dicembre scorso aveva compiuto la sua ultima missione con il vecchio nome “Professor Albrecht Penck”. Lo scorso 11 febbraio a Palma di Maiorca, in Spagna, e’ stata ribattezzata “Alan Kurdi” in onore del bambino curdo-siriano di tre anni trovato morto su una spiaggia turca nel settembre 2015, in seguito a un naufragio. Insieme a lui erano morti il fratello Ghalib e la madre Rehana. Alex e’ un ‘ketch’ (yacht a vela a due alberi) dell’ong italiana Mediterranea che due giorni fa ha soccorso 54 migranti al largo della Libia. L’imbarcazione, come ha spiegato l’armatore Alessandro Metz, “non e’ attrezzata per operazioni di salvataggio ma solo di monitoraggio”. Lo era invece la prima nave di Mediterranea, la Mare Jonio, che e’ ancora sotto sequestro al porto di Licata (Agrigento). Mediterranea e’ un’organizzazione non governativa “portata avanti dal lavoro congiunto di organizzazioni di natura eterogenea e di singole persone, aperta a tutte le voci che da mondi differenti, laici e religiosi, sociali e culturali, sindacali e politici”. Fanno parte del nucleo promotore associazioni come l’Arci e Ya Basta Bologna, ong come Sea-Watch, il magazine on line I Diavoli e imprese sociali come Moltivolti di Palermo.

Proactiva Open Arms e’ una associazione non governativa spagnola. Fu fondata nel 2015 da Oscar Camps e avvio’ la sua attivita’ di ricerca e soccorso dalla base operativa nell’isola greca di Lesbo, in piena emergenza migranti. Attrezzata per accogliere fino a 400 persone, la Open Arms e’ rimasta bloccata in porto dal governo spagnolo dal gennaio all’aprile del 2019. Ora puo’ fornire supporto ma non eseguire operazioni di ricerca e soccorso. Nel 2018 l’imbarcazione era stata sequestrata per due mesi dalla procura di Catania nell’ambito di un’indagine per “favoreggiamento dell’immigrazione irregolare”. Attualmente si e’ offerta per un trasbordo dei naufraghi accolti da Alex ma le autorita’ maltesi non hanno concesso l’autorizzazione per la manovra.

Sea Watch e’ una ong tedesca fondata nel 2014 dal commerciante Harald Hoeppner che decide, insieme ad altre persone, di investire parte dei suoi risparmi nell’acquisto di una nave per la ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Oltre alla Sea Watch 3, battente bandiera olandese e comandata dalla capitana Carola Rackete, Sea Watch gestisce anche l’aeroplano Moonbird insieme con la svizzera Humanitarian Pilots Initiative. Dall’aprile 2017, il velivolo, grazie al sostegno della Chiesa Evangelica tedesca, sorvola e monitora i soccorsi nel Mediterraneo per facilitare le segnalazioni e le operazioni di salvataggio. Resqship e’ una ong tedesca, nata dalla volonta’ di diversi attivisti di altre ong, che gestisce la piccola barca a vela, Josefa, in omaggio alla donna trovata viva in acqua dalla Open Arms, e che si occupa della ricerca e della segnalazioni nei pressi della zona Sar libica. (AGI)