Collana D&G alla Madonna del Castello di Palma di Montechiaro, Malluzzo: felice che sia stata fatta chiarezza

«Sono felice che sia stata fatta chiarezza, che la collana donata dagli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana si trovi a Palma e che a custodirla sarà il rappresentante della città, il sindaco. Sono felice di aver espresso un mio libero pensiero – con un se ipotetico – in difesa della mia comunità, della città cui ho l’onore di esserne cittadino e di esserne rappresentante nelle istituzioni locali. Ho agito “nell’interesse del comune», così come recita il giuramento che pronunciai il giorno del mio insediamento alla carica di Consigliere Comunale. Lo rifarei! Rifarei tutto: non ho “offeso” nessuno, non ho “accusato” nessuno, non ho “leso” nessuno.  Ho semplicemente chiesto limpidità e trasparenza – ove fosse stato confermato – su quanto circolava e su quanto, le suore, hanno fatto trapelare, ho fatto mio il tanto malumore che circolava tra la città e in tanti cittadini, facendomi semplicemente da “portavoce”: una vicenda che non poteva passare inosservata, ma che andava affrontata senza se e senza ma. Andava chiarita! Se tutto ciò ha provocato un “linciaggio” nei miei confronti da parte di alcuni presbiteri (non amo generalizzare) e di alcuni esponenti vicini al “mondo ecclesiastico”, se tutto ciò ha provocato disgusto degli stessi, mi dispiace, ma i cittadini meritavano chiarezza. È a loro che devo rispondere del mio operato a costo, anche, di essere lasciato “da solo” e di essere criticato aspramente!». Lo scrive in una nota il consigliere comunale  di Palma di Montechiaro Salvatore Malluzzo a proposito della collana donata da Dolce & Gabbana alla Madonna del Castello di Palma di Montechiaro.

Aggiunge Malluzzo: «Leggo in queste ore, la presa di posizione del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale, affermano che il sottoscritto abbia “leso l’immagine della città”. Perché? Per aver detto le cose come stavano? L’immagine, sicuramente viene lesa da altri soggetti con le loro azioni che si commentano da sé! Non riesco a capire però, la reazione di alcuni, lo scalpitare di altri, quelli vicini al mondo della chiesa, non capisco come, dopo una celebrazione eucaristica, si possano utilizzare certi toni e certi modi – che lasciano il tempo che trovano – offensivi nei confronti di tutta la popolazione e come adesso si cerchi di strumentalizzare il tutto. Perché tutto questo se è una semplice bufala? Sicuramente tutto ciò che è stato detto, non mi mette “paura” perché non ho offeso nessuno né tantomeno il Cardinale. Invero ho utilizzato, nel mio comunicato, un periodo ipotetico che è servito, oggi, a chiarire la tanto – annosa – vicenda. E, ripeto, sono felice che vi sia stato chiarimento.

D’altra parte, non accetto e non permetto a nessuno di definire “bufale”, “polemiche sterili e futili”, i pensieri e i pareri espressi – nei limiti del rispetto – dai cittadini e dalle cittadine che, come me, hanno avuto dei forti dubbi. Rispettare i pareri altrui, le critiche, fa parte della democrazia oltre ad essere elemento caratterizzante del nostro essere cristiani. Una cosa è certa: che il 6 di Luglio la collana si trovava ad Agrigento e che il 7 di luglio si trovava nella nostra città, come la si trova oggi; non solo, la stessa, sarà custodita in futuro nella casa comunale sotto la custodia del sindaco. Se questa me la chiamate bufala! Volevo rassicurare tutti che non intendo fare nessun passo indietro e che nei prossimi giorni, chiederò – personalmente – un incontro con il Cardinale Montenegro per approfondire la vicenda. Intendo dialogare solo e soltanto con lui!Tanto mi era dovuto!»,