Collana D&G Madonna del Castello, non si placano le polemiche a Palma di Montechiaro

A Palma di Montechiaro ancora polemiche sull’ex voto donato da Dolce & Gabbana alla Madonna del Castello. Il sindaco Stefano Castellino, si dice “rammaricato e mortificato per quanto accaduto, che rischiava di macchiare un momento di giubilo e di rinascita per la comunità.  Il Consigliere di Minoranza ha leso l’immagine della città pur essendo stato informato per tempo dal Sindaco sulla reale e normale situazione in essere, che nulla aveva di strano. L’ex voto non è mai stato tolto al Monastero, che ne rimane per sempre proprietario, la custodia dello stesso era demanda all’Arcidiocesi di Agrigento che ha correttamente agito in ottemperanza a quanto richiesto dai donanti nell’atto di donazione”. Il sindaco si “scusa, ancora una volta, con Sua Eminenza Montenegro per le accuse gratuite, gli attacchi immotivati pubblicamente subiti, da chi avrebbe fatto molto meglio a stare zitto”.

Il Presidente del Consiglio Comunale Domenico Scicolone, a nome personale e della massima assise cittadina, condanna la presa di posizione estemporanea, senza la consapevolezza del ruolo che si riveste, che ha leso l’immagine del Consiglio Comunale e dell’intera Città, e si scusa con Sua Eminenza per gli indegni attacchi subiti. “Lo sconfinato Amore di Don Franco per la Città di Palma di Montechiaro, è manifesto ed è conosciuto a tutti, per questo lo ringraziamo ancora una volta e mortificati ci scusiamo per quanto accaduto” commenta il presidente del consiglio comunale Domenico Scicolone.”Ringraziamo gli stilisti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, per aver scelto la nostra città donandole Bellezza e tributandole enorme Onore, e per il loro gesto di amore e di carità che doveva resterà riservato, come nei loro desideri. Il Sindaco Stefano Castellino facendosi interprete della gratitudine della città proporrà di conferire la Cittadinanza Onoraria agli Stilisti che hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori. Il riscatto sociale della nostra comunità non potrà essere mai bloccato o macchiato da chi ha smania di protagonismo senza valutare le conseguenze del proprio agire. Nulla potrà impedire al Sole di Risorgere. La Comunità di Palma di Montechiaro è un’altra cosa”, ha concluso Scicolone.

Sulla questione sono intervenuti anche i consiglieri Salvatore Acri, Miriam Barba, Giuseppe D’Orsi, Rosario Falco, Matteo Meli, Letizia Pace, Anna Maria Sanfilippo, Giovanni Scopelliti, Desyrèe Vitello, appartenenti ai gruppi Nuova Palma, Riprendiamoci il Futuro, Bene Comune, ed il Consigliere Meli:

“Amareggiati per quanto accaduto, condanniamo con forza la dichiarazione di un singolo consigliere di minoranza che forse non pienamente consapevole del ruolo che riveste e con disarmante superficialità, pur essendo dettagliatamente ed puntualmente informato sulla questione e sugli sviluppi dirottamente dal sindaco, si è lasciato andare in improbabili, incomprensibili oltre che non commentabili accuse nei confronti di Sua Eminenza Cardinale Montenegro, mortificando l’intero Consiglio Comunale e l’intera Città di Palma. Grazie all’azione di questa amministrazione ed alla collaborazione preziosa della Curia e di tutti gli enti interessati, abbiamo realizzato un sogno riportando nuova luce e nuovo splendore alla nostra città. Non sarà certo una deplorabile ricerca spasmodica di vanità a macchiare così tanto splendore.

Don Franco, Sua Eminenza, Cardinale Montenegro è stato e sarà sempre vicino alla comunità di Palma di Montechiaro, continuano i consiglieri comunali, dimostrazione è l’ Anno Giubilare evento storico per la nostra comunità, la presenza costante durante l’anno pastorale appena trascorso, la disponibilità nella difesa del Monastero delle Benedettine e molto altro ancora, per tutto questo ancora una volta i sottoscritti consiglieri comunali ringraziano il nostro Arcivescovo sicuri che non verrà mai meno al suo amore e affetto per la nostra comunità. Noi Consiglieri di Maggioranza, alla luce di quanto detto, invitiamo il Consigliere Malluzzo, concludono, macchiatosi di tale protervia, a valutare di togliere da tale imbarazzo la città rassegnando le proprie dimissioni dalla carica che riveste”.