Sicilia, turismo in crescita e passo veloce sulla digitalizzazione

Le note dolenti dello scarso peso del settore manifatturiero e delle infrastrutture materiali, i buoni segnali dati dal turismo e il passo veloce sulla digitalizzazione. È una Sicilia in chiaroscuro quella che viene fuori dal ‘#TavoloSicilia19’ organizzato a Palermo da I-Com (Istituto per la competitivita’) che ha presentato alcuni dati dell’Osservatorio Orti sull’economia dell’Isola. A Villa Malfitano si sono ritrovati per una tavola rotonda imprese, enti locali e la politica regionale, con i lavori che hanno visto la partecipazione del vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao.

“Dobbiamo avere una visione a lungo termine e guardare al 2030 facendo strategia – ha spiegato Armao –. I dati in nostro possesso purtroppo dicono che il contesto internazionale di crisi economica non fa crescere la Sicilia come dovrebbe. Dobbiamo accelerare la crescita e per fare questo bisogna individuare i punti di forza e spingere sul piano delle riforme e delle relazioni con l’Ue”.

Un passo indietro sulle ragioni della debolezza economica della Sicilia lo ha fatto il presidente di I-Com, Stefano da Empoli: “La Sicilia ha subito una recessione piu’ dura rispetto a quella delle altre regioni nella prima decade degli anni duemila – ha spiegato – con una contrazione del Prodotto intorno al 15% e della manifattura di circa il 40%. Di fronte a questi dati molto negativi – ha aggiunto – ci sono alcuni primi segnali positivi come l’aumento dell’export negli ultimi due anni e l’aumento dei turisti stranieri, anche se quest’ultimo settore va sviluppato maggiormente”. “Buono”, secondo da Empoli, il trend sugli investimenti esteri nell’isola “ma i valori – ha ricordato – sono ancora troppo bassi per una reione come la Sicilia”. (DIRE)