Tar siciliano contro sindaci Plastic Free, Ami: industria monousa si converta

“Leggo rattristato della decisione del Tar siciliano che ha sospeso le ordinanze ‘Plastic Free’ dei comuni di Trapani e Santa Flavia, in provincia di Palermo, su istanza delle aziende produttrici di plastica monouso. Ritengo che sia ormai maturo il tempo per i produttori di plastica usa e getta di avviare l’inevitabile processo di conversione industriale che li attende, producendo prodotti con materiali alternativi alla plastica e orientando i consumi dei loro clienti in favore di essi. Piuttosto che perseguire fatui, inutili e antistorici successi giudiziari – che peraltro da quanto leggo annunciano di voler replicare – ritengo che sarebbe per tutti loro e per il pianeta piu’ utile che ispirassero la loro attivita’ industriale ai principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, della direttiva Ue che a breve vietera’ l’uso della plastica usa e getta e dei plurimi richiami del nostro ministero dell’Ambiente”. Si rivolge cosi’ all’indirizzo della Federazione Gomma Plastica/Unionplast il presidente di Ambiente Mare Italia (Ami), Alessandro Botti, appresa la notizia di oggi della vittoria del ricorso avviato contro i comuni di Trapani e Santa Flavia, rei, secondo i produttori di stoviglie monouso, di aver adottato le ordinanze ‘Plastic Free’, ora sospese per effetto dell’ordinanza del Tar Sicilia.

Iniziative che nei mesi scorsi hanno, invece, ottenuto il plauso di Ami, associazione ambientalista nata nel luglio del 2018 impegnata nella prima mappatura dell’Italia ecosostenibile in cui sono state finora geolocalizzate oltre 600 iniziative ‘Plastic Free’ di enti locali, aziende e scuole, comprese quelle intraprese dai due comuni siciliani. È del 29 marzo scorso l’ordinanza incriminata, con cui il sindaco di Trapani ha espressamente vietato agli esercenti di attivita’ commerciali, artigianali, di generi alimentari e ai titolari di attivita’ di somministrazione di alimenti di utilizzare e fornire ai clienti sacchetti da asporto, posate, piatti, bicchieri, cannucce e mescolatori in plastica monouso a partire dall’1 maggio 2019. Un’iniziativa che arriva poco piu’ di un mese dopo l’ordinanza del sindaco di Santa Flavia che, dall’8 febbraio 2019, ha vietato la commercializzazione e distribuzione ai clienti da parte degli esercenti commerciali, artigianali e di somministrazione di bevande e alimenti, di sacchetti da asporto, stoviglie, piatti e bicchieri in plastica monouso. “Il ricorso- si legge in una nota stampa della Federazione Gomma Plastica/Unionplast- e’ stato motivato dall’assenza di presupposti di necessita’ e urgenza e dal rischio di provocare inutilmente danni gravi alle imprese e ai loro occupati”. Parole che, per Botti, stonano con quella che e’ ormai considerata un’emergenza planetaria.

Esistono materiali alternativi alla plastica, esistono stoviglie e posate in materiale non inquinante, esiste un’industria ecosostenibile con centinaia di migliaia di operatori e lavoratori, esiste un mercato che deve essere agevolato. Non dimentichiamo che esiste anche un’industria che produce plastica monouso e quest’industria deve essere sostenuta nella sua azione di conversione, laddove tale azione esista”. “Oggi- sottolinea Botti- si sono confrontate le solite due logiche: da una parte una visione miope della produzione, del guadagno ora e subito, dall’altra la consapevolezza che non sia piu’ procrastinabile l’adozione di un modello di sviluppo ispirato a principi di sostenibilita’ e solidarieta’, che sia quindi in grado di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la capacita’ delle generazioni future di soddisfare le proprie. Da quanto leggo- conclude il presidente di Ambiente Mare Italia- devo ritenere che oggi, purtroppo, abbia vinto la prima”. ( Dire)