Carceri: carenza organici del 20% ed evasioni in Sicilia, sit-in a Palermo

“L’ennesima evasione di due detenuti, fuggiti recentemente dalla struttura di Barcellona Pozzo di Gotto, assieme alla grave sofferenza che affligge il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel territorio siciliano, ci induce ad assumere forme incisive di protesta”. Le sigle sindacali dichiarano lo stato di agitazione e, contestualmente, annunciano un sit-in per il prossimo 26 luglio, riservandosi ulteriori azioni di lotta sindacale, previste dalla normativa in ambito regionale, per denunciare “con forza lo stato di abbandono in cui versano gli Operatori penitenziari della Regione, nell’indifferenza dell’amministrazione Penitenziaria e degli schieramenti politici”.

Il presidio si terra’ dalle ore 9.30 alle ore 13.30 davanti alla sede della prefettura di Palermo, nel corso del quale chiederanno un incontro al prefetto, “trattandosi di materia che investe l’ordine e la sicurezza pubblica”. Qualora, avvertono, “non si dovessero riscontrare importanti correttivi in favore del personale di Polizia Penitenziaria della Sicilia, chiederemo un urgente incontro col ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al quale saranno illustrate le sostanziali differenze che si vivono nel Corpo in ragione delle diverse collocazioni geografiche e della necessita’ dei sicuri presidi di legalita’, quali le carceri, che una Regione, come la nostra, dovrebbe possedere a tutela della collettivita’”.

“Quasi quotidianamente, purtroppo, negli istituti penitenziari siciliani – affermano – si registrano gravissimi eventi critici che vedono, troppo spesso, soccombere gli agenti, sempre piu’ isolati, privi di adeguati strumenti di difesa e di contrasto alle continue evasioni di detenuti, a detrimento dell’immagine di quanti svolgono questo duro e delicato lavoro. Riteniamo che sia giunto il momento di indignarsi con determinazione rispetto a quanto sta accadendo quotidianamente nelle sedi penitenziarie, per mostrare alla politica che e’ assente e sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, e all’amministrazione penitenziaria che e’ silente ed incapace sia di gestire e risolvere le continue criticita’, che ad affrontare le pessime condizioni lavorative ed organizzative dei Reparti in cui operano gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria, dotati di organici sottodimensionati e mezzi inadeguati rispetto alle reali necessita’, ed in cui gli Operatori sono gravati da carichi di lavoro sempre piu’ onerosi in ragione delle nuove ed attuali necessita’ e, paradossalmente, maggiormente esposti a procedimenti disciplinari anche aspri”. Nel 2018 sono andate in quiescenza ben 179 unita’ e da gennaio a luglio 2019 altre 60, e che, con la recente nomina dei neo vice ispettori (a seguito di superamento di concorso interno) e il passaggio al ruolo sovrintendenti di altre circa 200 unita’,” la carenza nella nostra Regione, proprio nel ruolo Agenti/Assistenti sara’ di circa 350, mentre complessivamente si registrera’ un vuoto di 800 unita’. Questo dato evidenzia come, in Sicilia, ci sia una carenza organica pari al 20%, quando in altre realta’ lavorative, anch’esse sofferenti, presenti nel territorio italiano, addirittura non supera il 10%”. (AGI)