Mafia, Dia: dopo morte Riina vertici di Cosa nostra tentarono riassetto

Messa in ginocchio da ripetuti provvedimenti di sequestro e confisca beni e da numerosi arresti di affiliati, Cosa Nostra e’ ancora “pervasiva e dotata di dinamismo e potenzialita’ offensiva”. L’allarme e’ contenuto nella seconda Relazione semestrale del 2018 della Direzione investigativa antimafia. L’operazione denominata ‘Cupola 2.0″ del 4 dicembre 2018 ha documentato il primo tentativo dopo la morte di Toto’ Riina di riorganizzare la commissione provinciale, che non si era piu’ potuta riunire dal gennaio del 1993 dopo l’arresto del boss di Corleone. Il ‘pizzo’ – fanno sapere gli analisti della Dia – rappresenta la fonte primaria di sostentamento della Costa Nostra palermitana mentre i mandamenti di Trapani e Alcamo, nella loro stabilita’, continuano a fare riferimento a esponenti di storiche famiglie mafiose seppure condannati all’ergastolo. Quello di Castelvetrano ha sullo sfondo sempre la figura di Matteo Messina Denaro la cui latitanza si protrae dal 1993 grazie “a un’estesa rete di complici e favoreggiatori e una cospicua disponibilita’ di mezzi e di ricorse economico-finanziarie”. (AGI)