Pensioni, Damiano (Pd): ”Rivedere le soglie o giovani saranno penalizzati”

“La preoccupazione del sindacato, a partire da quella espressa oggi dalla Cgil, a proposito del futuro pensionistico delle giovani generazioni, non può che essere condivisa”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico, a proposito dell’allarme sulle Pensioni lanciato dalla Cgil.”La mia proposta – continua – è, intanto, quella di abolire il vincolo di una pensione corrispondente a 2,8 volte il minimo (circa 1.400 euro lordi mensili) per poter andare in pensione a partire dai 63 anni, come prevede la legge Fornero. Limite che scende a 1,5 volte quando si va in pensione all’età di vecchiaia prevista in quel momento (oggi è di 67 anni, ma crescerà). È evidente che, soprattutto i giovani, che hanno carriere discontinue, bassi salari e bassi contributi, difficilmente raggiungono l’obiettivo ‘monetario’ fissato dalla legge. Un obiettivo assurdo, dato che nel nuovo sistema contributivo si dovrebbe incassare, a partire dai 63 anni, la pensione corrispondente ai contributi maturati. Se troppo bassa, andrebbe portata fino a una soglia minima, incrociandola, ad esempio, con la nuova normativa della pensione di cittadinanza”. (LaPresse)