Mafia, Dda Palermo: funzionario della Regione Siciliana veicolava informazioni riservate

“La capacita’ dimostrata da Lutri di utilizzare i propri contatti massonici al fine intervenire, in maniera risolutiva a favore di singoli associati per risolvere le piu’ disparate problematiche dagli stessi segnalate, conduceva Giacomo Casa, (uno dei destinatari del fermo, ndr) a rivolgersi al maestro venerabile “addirittura per intercedere (“arrivare”) ai magistrati che si sarebbero occupati del sequestro subito dall’imprenditore Angelo Stracuzzi a cui erano stati confiscati i beni in forza del decreto della Corte di Appello di Palermo del 26 marzo 2014, che che confermava il decreto della sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento del 2011″. Lo sostengono i magistrati della Dda di Palermo nel fermo, eseguito dal Ros e dal comando provinciale dei carabinieri di Agrigento, nei confronti di sette persone accusate, a vario titolo, associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa. Non solo.

Lutri – secondo le indagini – avrebbe acquisito e veicolato informazioni riservate sulle attivita’ di indagine a carico della famiglia mafiosa di Licata. Inoltre, tra le cose, sarebbe intervenuto, in favore Giovanni Mugnos per risolvere le sue esposizioni debitorie nei confronti dell’Ismea; in favore di Giovanni Lauria per l’estinzione di un debito per le spese gravanti su quest’ultimo per la sua detenzione in carcere; sarebbe intervenuto anche per “condizionare” gli accertamento dell’Asp di Agrigentonell’azienda agricola di Giacomo Casa. Le indagini della Dda di Palermo – guidata da Francesco Lo Voi – sono coordinate dall’aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Claudio Camilleri, Alessia Sinatra e Calogero Ferrara. (AGI)