Mafia, il massone Lucio Lutri: ”Io un intoccabile, non mi arrestano”

Lucio Lutri, il funzionario regionale siciliano arrestato all’alba di oggi per concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione del Ros dei Carabinieri, più volte intercettato, sosteneva di essere “essere un intoccabile” da parte dell’Autorità Giudiziaria. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Dda di Palermo. In una conversazione con Giovanni Mugnos, il 13 febbraio 2017, Lutri diceva: “State tranquilli che io … né muoio né mi attaccano (mi arrestano ndr)…”. Il funzionario, che fa parte della massoneria, dice, inoltre, “di riuscire a controllare e a monitorare eventuali attività di indagine svolte dalla Polizia Giudiziaria”.

Parlando di se stesso con Mugnos il 28.10.2016 diceva: ”Lucio si è rotto i coglioni perché Lucio sta parando l’Agenzia delle Entrate… la Polizia… Lucio non ce la fa più… Lucio non può pagare più… – omissis – ma io come cazzo faccio a tenere qua la Dia ferma … ma lo capite o no?”. E ancora Lutri nello stesso colloquio: ”Vai da Angelo e gli devi dire che quando deve parlare con noi … quando lui vuole parlare con me … si prende la macchina e si fa un oretta… perché sarà da giorno 5 che lui ha le microspie … ma non perché Angelo Lauria … ah … è il suo nome anche a livello di Dia … è qua … però c’è un passato”. (AdnKronos)