Omaggio a Rosa Balistreri domani ad Eraclea Minoa, il regista Franco Colletti: ”Ha rappresentato la Sicilia con la sua musica e le sue parole”

Doppio appuntamento tra musica e teatro nell’area archeologica di Eraclea Minoa. Venerdì 2 agosto alle 22 va in scena lo spettacolo “Cantu pi rosa”, viaggio nella vita e nel canto di Rosa Balistreri. Invece, venerdì 23 agosto alle 22 tocca a “La Veru Storia di la Barunissa di Carini”, le musiche, tratte dal musical di Tony Cucchiara “La Baronessa di Carini”, saranno eseguite dal vivo con nuovi arrangiamenti ed adattamenti. Entrambe le rappresentazioni sono a cura della compagnia popolare Aromi di Sicilia di Cattolica Eraclea per la regia di Franco Colletti. Il costo degli spettacoli è 5 euro, gratuito under 6 e sono acquistabili direttamente in biglietteria presso l’area archeologica il giorno stesso dell’evento a partire dalle 21, al numero 0922/1839996 e on line www.parcodeitempli.it.

“Non ho conosciuto Rosa, la licatese. Ma ho conosciuto tanti che hanno parlato e magari cantato con lei. Rosa Balistreri ha rappresentato la Sicilia con la sua musica e i suoi canti – spiega il regista – I testi di vecchie “canzoni” che parlano di desideri mai avverati, di sogni irrealizzati, una isola che non ha mai finito di soffrire e di amare. La storia di Rosa Balistreri è quella semplice di una licatese della periferia del quartiere Marina che alla fine degli anni sessanta arrivò per caso alla notorietà, imponendosi come “cantatrice” del popolo siciliano e continuatrice della tradizione del “cantastorie” giunta ormai al crepuscolo. Il nostro lavoro vuole rievocare le umane e tristi vicende di Rosa mentre i suoi canti di successo sono depositari delle nostre più antiche tradizioni popolari. Cantu pi rosa è un tributo al maschile che vogliamo dare ad una donna che per quel periodo ha rotto tutti gli schemi che la società imponeva”.

L’area archeologica di Eraclea Minoa

La città di Eraclea Minoa si stende su un bianco promontorio sulla sinistra del fiume Platani. La storia della ricerca archeologica ha inizio nel 1950, quando Ernesto De Miro vi scopre il teatro, scavato a più riprese fino al 1964. Il teatro è inserito entro il reticolo regolare della città, articolato su terrazze digradanti verso Sud-Ovest. La città era protetta da una imponente cinta muraria, che abbraccia l’intera estensione dell’altopiano, fino al fiume Platani. Dell’abitato è stato messo in luce un notevole settore, nel pianoro a Sud del teatro. Sono stati accertati due strati sovrapposti di abitazioni, rispettivamente riferibili al periodo ellenistico e al periodo romano repubblicano. Dell’abitato di II strato sono state scavate due case. La casa A era ad un solo piano con cortile fornito di grande cisterna in cui si convogliavano le acque del tetto a falde compluviate. A Nord del cortile il lararium, di cui si conservano l’altare quadrangolare addossato all’angolo nord-ovest e l’edicoletta per i lares nella parete est. La pavimentazione del vano è in cocciopesto decorato di tesserine bianche mentre le pareti conservano avanzi della decorazione a stucco ( stile pompeiano).

La casa B aveva un piano superiore con stanze destinate all’abitazione, le cui macerie (mattoni crudi delle pareti, lastroni di soglia, stucchi, intonaci, pavimento in cocciopesto decorato e mosaico), nel crollo, hanno colmato i vani del piano terra. Eccezionale lo stato di conservazione dei muri, non solo nella parte lapidea ma anche nell’elevato in mattoni crudi. Verso la fine del I sec. a.C. la città fu abbandonata e così cala il silenzio nelle fonti letterarie. L’area extra-urbana tornò ad essere occupata in epoca paleocristiana e bizantina (III-VII sec. d.C.), con la costruzione di una grande basilica e da un connesso cimitero. L’area archeologica è recintata e visitabile. In un piccolo antiquarium sono esposti materiali provenienti dagli scavi del sito e del territorio circostante. L’area archeologica è aperta al pubblico dalle ore 8,00 ad un’ora prima del tramonto tutti i giorni dal lunedì alla domenica compreso i festivi. Biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria presso l’area archeologica, al numero 0922/1839996 e on line al sito link diretto http://bit.ly/CantuPiRosa