Pd Sicilia, Panepinto: il commissariamento era un atto dovuto, ora si ritorni alle regole democratiche

“Il commissariamento del Partito Democratico siciliano da parte della direzione nazionale era un atto dovuto e necessario. Bene ha fatto il segretario Zingaretti a portare in discussione la nomina del commissario dopo la decisione della Commissione nazionale di garanzia. Ci auguriamo che in tempi brevi si ritorni alle regole democratiche restituendo ai circoli e alle federazioni funzioni e protagonismo”. Lo scrive in un post su Facebook l’esponente del Pd Giovanni Panepinto, ex deputato regionale ed ex sindaco di Bivona, che aggiunge:

“In attesa di conoscere il calendario del commissario Alberto Lo Sacco per attuare le regole statuarie ad eleggere il segretario regionale del partito e i suoi organismi, è necessario che il Pd parli finalmente di ciò di cui questa isola ha bisogno, ci si è parlato troppo addosso e si continua a parlare solo di giochi interni: uno spettacolo che oltre gli elettori allontana i gruppi dirigenti dei territori e rende soli gli amministratori dei comuni del Pd. Per quanto ci riguarda abbiamo scelto di stare con Zingaretti, non per nostalgia di un tempo passato ma perché siamo convinti che la Sicilia ha bisogno più che mai dei valori della Sinistra, e di un Partito Democratico che riacquisti credibilità e autorevolezza e magari anche la simpatia persa di tanti cittadini e gruppi sociali.
Bisogna lavorare seriamente per far ridiventare il Partito Democratico Siciliano la forza che rappresenti per davvero i siciliani. Non è tollerabile che il governo regionale sia silenzioso su tutto e Nello Musumeci, accuratamente, eviti ogni questione aperta. Si parla di turismo ma l’aeroporto di Birgi e le terme di Sciacca restano chiusi; si parla di agricoltura ma le aziende agricole sono vessate e soffocate dai consorzi di bonifica, con il costo dell’acqua per uso irriguo che non è più sopportabile.
Resta in silenzio il governo regionale su un sistema viario impraticabile e non può Nello Musumeci, che ha il massimo di voti in condotta e stile e l’insufficienza su tutte le altre materie, dire pubblicamente che la Regione non ha competenza sulle strade siciliane. Le norme costituzionali attribuiscono al Presidente della Regione Siciliana il rango di Ministro. Inizi, dunque, il Presidente della Regione Siciliana a partecipare al Consiglio dei Ministri e difendere la Sicilia già dalla Autonomia differenziata.
Bisogna in questa “Nuova Stagione” che il Pd guardi ai tanti che faticano ogni giorno come gli architetti, ingegneri, agronomi e avvocati. Il Pd deve trovare il coraggio per essere meno consociativo e confrontarsi su cosa fare della Sicilia che si svuota di giovani. Bisogna trovare il coraggio di proporre cosa fare dell’immenso patrimonio abitativo edilizio costruito abusivamente se rigenerarlo o ignorarlo.
Il Pd deve trovare il coraggio di discutere con quella parte del gruppo dirigente del Movimento 5 Stelle che ha una sensibilità di sinistra e la voglia di costruire un’altra Sicilia, che sappia affrontare le sfide di un tempo complicato. Guardiamo con attenzione e rispetto tutto ciò che accade nel Partito Democratico e siamo interessati al dibattito interno. Noi ripartiamo da quando Teresa Piccione ha giustamente ritirato la sua candidatura. Ci auguriamo che, dopo avere scongiurato la nascita del Partito della Nazione, qualcuno nessuno pensi a far rinascere, in salsa siciliana, la Democrazia Cristiana 2.0 con i simboli del Partito Democratico. Oggi serve ben altro”, conclude Panepinto.