Reddito di cittadinanza e Quota 100, Cottarelli: ”Non è curando i sintomi che si guarisce”

“Sono 25 anni che la crescita in Italia e’ molto inferiore a quella del resto dell’area euro, la produttivita’ non aumenta, la disoccupazione specialmente giovanile e’ a livelli inaccettabili. Bene, le cause sono tante ma ne metterei una al primo posto: il crollo demografico”. Cosi’ Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review e oggi a capo dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, in un’intervista a Repubblica. Meno giovani e piu’ anziani “significa meno persone che entrano nel mercato del lavoro. Mancano i piu’ giovani, ideativi, brillanti, e cosi’ gia’ crolla la produttivita’”, spiega Cottarelli. Per invertire questa tendenza, il rimedio sarebbe “spendere soldi pubblici per incentivi e welfare per la natalita’. Ma ne servono tanti, non interventi improvvisati”, continua Cottarelli e aggiunge che per riavviare la crescita: “ridurre le tasse con interventi razionali e mirati e’ utile. Il cuneo fiscale ad esempio riduce la competitivita’ del lavoro e la capacita’ di esportare”.

Ma ci sono anche rischi: “per un Paese dove il debito e’ cosi’ alto, se il taglio delle tasse si finanzia in deficit, ossia prendendo a prestito altri soldi. Questo sembra che si intenda fare”. E avverte: “l’unico modo per tagliare le tasse in modo credibile e duraturo e’ risparmiare sulla spesa mentre il governo la sta aumentando. Un altro sistema sarebbe ridurre l’evasione fiscale, piaga storica del Paese, ma qui occorre tempo”. Su reddito di cittadinanza e quota 100 poi, Cottarelli fa notare che “non e’ curando i sintomi che si guarisce. L’aumento della poverta’ assoluta in Italia richiedeva un intervento, anche se diversi aspetti del reddito di cittadinanza sono discutibili. Ma aumentare la spesa per pensionie’ stato un errore”. Cosi’, conclude, “ancora una volta si da’ priorita’ agli anziani a scapito dei giovani”.(ANSA)