Crisi di governo: M5s per Conte bis, Lega verso ritiro ministri entro 48 ore

“Domani sara’ una giornata importante”. Matteo Salvini durante l’assemblea con i parlamentari della Lega si e’ lasciato sfuggire solo questo. Ha detto di aver incontrato – ma senza specificare quando – il presidente della Repubblica, Giorgio Mattarella. Per ben tre volte. E vi assicuro – ha spiegato – che e’ di un altro stile, di lui ci si puo’ fidare. E’ proprio domani che il vicepremier della Lega potrebbe ritirare i ministri dal governo. Dando le dimissioni dal Viminale e cosi’ un’accelerazione sulla Crisi. Lasciando inoltre la palla al Movimento 5 stelle e al Pd. “Al massimo entro 48 ore”, spiega un ‘big’ del Carroccio.

Non voglio piu’ perdere tempo. Avrei pagato io per l’intervista che ha fatto Renzi, non ci volevo credere, ha sottolineato con i suoi il ‘Capitano’. Ora – questo l’invito rivolto ai fedelissimi – bisognera’ fare una campagna elettorale contro Renzi e Boschi, tanto la Trenta e Bonafede non li conosce nessuno. Salvini, ragionando sempre con i suoi, non ha escludo di portare gli italiani in piazza qualora si concretizzasse l’inciucio Pd-M5s. Siamo pronti a scatenare un inferno anche alle Regionali, avrebbe detto. Invitando i suoi a non parlare di alleanze: quelle le gestisco io, il ‘refrain’. Il ministro dell’Interno alla fine ha riunito i ministri della Lega per approntare gia’ i temi della campagna elettorale che a suoi dire si giocheranno sul taglio delle tasse e sul si’ alle infrastrutture. Le elezioni – ha aggiunto – saranno un referendum, occorre prepararsi a tutto, non allontanatevi da Roma. E in ogni caso – ha riferito – come diceva Bossi quando si prende una decisione non si torna piu’ indietro, con M5s siamo andati fin troppo avanti, ma la pazienza era finita.

Intanto nel Movimento 5 stelle l’idea e’ di un Conte bis, con molti ministri nuovi. Chi in queste ore sta dialogando con i dem non esclude per esempio che possa essere ‘sacrificato’ Toninelli ma seppur nelle prossime ore si cerchera’ un confronto con il segretario di via del Nazareno un dialogo ai livelli alti, spiegano le stesse fonti, non e’ ancora partito. Si aspettera’ di capire come evolvera’ la situazione. “Centimetro dopo centimetro”, dice un esponente di governo pentastellato. Il Pd alla fine potrebbe anche convergere su un esecutivo di fine legislatura ma – osserva anche un senatore dem – difficile accettare un governo ancora guidato da Conte. Al momento nella giornata odierna si e’ creata una fotografia chiara. Perlomeno al Senato.

Da una parte il Pd, M5s, Leu e il gruppo delle Autonomie; dall’altro il centrodestra schierato con Lega-FI-FdI. E domani potrebbe arrivare un altro tassello importante. Ovvero l’avallo della Cgil, con Landini in persona, su un esecutivo che allontani l’ipotesi di un ritorno a derive estremiste. Nel Movimento 5 stelle c’e’ chi descrive quest’asse come un’alleanza anti-fascista. Ma al momento Di Maio non si e’ spinto sul tema delle alleanze. Attende di capire segnali sul taglio del numero dei parlamentari e guarda al Capo dello Stato Mattarella. Anche se il Pd dovesse convergere nelle sue anime su un esecutivo di fine legislatura c’e’ la convinzione che non basterebbe solo un’intesa con il Movimento 5 stelle. Ecco perche’ e’ in corso un pressing su una parte di FI che potrebbe aprire ad un esecutivo istituzionale. (AGI)