Miccichè (FI): con Salvini molto diversi ma al governo insieme per fare bene

“L’atteggiamento strafottente di Salvini nei confronti del Sud non mi piace. Inutile nasconderlo. Allo stesso modo non mi piace il fatto che offenda Richard Gere sui tema dei migranti e il suo comportamento nei confronti di chi è a mare, sta male e non viene soccorso. Ma lui si chiama Salvini e io Miccichè. Siamo molto diversi, anche antropologicamente, ma per quanto mi riguarda la politica è un’altra cosa: è una coalizione che fa le cose che servono al Paese”. Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e leader di Forza Italia in Sicilia, sgombera il campo da ogni equivoco. Per lui l’alleanza tra gli azzurri e il Carroccio è la strada naturale da percorrere nel post crisi di governo.

Nei mesi scorsi le stoccate al capo della Lega non erano mancate. Toni aspri e critiche sul fronte dell’accoglienza dei migranti che erano sfociate in durissimi scontri verbali. ‘Diversità di vedute’ che il coordinatore forzista non rinnega. “Se Salvini andasse a governare da solo – dice all’Adnkronos – questi atteggiamenti avrebbero una forza 100, ben diverso invece se nell’alleanza di governo ci fosse anche Forza Italia. Ecco perché preferisco governare insieme a lui e fagli fare le cose come è giusto che si facciano”. Né si tratterebbe di una coalizione insolita. “Il centrodestra in Italia dal 94 a oggi – dice – è stato Forza Italia, Lega, Alleanza nazionale prima e oggi Fratelli d’Italia”.

Ai tempi di Tremonti e Bossi, ricorda il leader azzurro, “facevo la voce grossa” e i risultati sono arrivati. “Se in Sicilia abbiamo l’autostrada Palermo- Catania o l’acqua nelle case dei palermitani tutti giorni, cose che oggi la gente dà per scontate – puntualizza Miccichè -, è grazie alla mia opposizione alle idee di Bossi e Tremonti che, comunque, quando spiegavo loro che il Nord non aveva dove andare senza la crescita del Sud. Loro capivano e mi aiutavano a portare avanti il Mezzogiorno. La mia battaglia per il Sud sarà sempre la stessa – conclude -, questa volta ci aggiungo anche il tema umanitario dell’accoglienza e dell’integrazione”. (AdnKronos)