Agrigento, prime opere di manutenzione sul ponte Morandi chiuso dal 2017

Lo scorso febbraio, a «TourismA», fu proposta dall’allora assessore regionale Sebastiano Tusa che sosteneva: «Al mostro tremano le gambe, abbattetelo!». Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, chiedeva invece di riconsiderare l’ipotesi di una viabilità alternativa, al viadotto Morandi: che è quello che collega la città dei Templi con Porto Empedocle e viceversa, già da tempi non sospetti: ossia prima del drammatico crollo dell’omonimo ponte di Genova. Adesso, ad un anno dalla tragedia ligure che scosse visceralmente anche l’Agrigentino, l’Anas – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – ha stanziato 35 mila euro per fare uno studio di fattibilità per realizzare proprio una viabilità alternativa al viadotto Morandi. Mentre è partita la collocazione dei ponteggi per fare la manutenzione di pile e impalcati del primo pezzo di ponte, è arrivata al Comune di Agrigento la comunicazione – da parte dell’Anas – che sono stati stanziati questi fondi.

Di fatto è stato raccolto l’appello lanciato, in più occasioni, dallo stesso sindaco di Agrigento che diceva: «Fate la manutenzione e restituite lo strategico viadotto alla circolazione stradale, ma visto che Agrigento continua a crescere è necessario pensare anche ad una viabilità alternativa». Perché di fatto, né Agrigento, né Porto Empedocle possono continuare a dipendere esclusivamente da un cavalcavia che ciclicamente dimostra i segni della sua vetustà. La richiesta di Firetto era stata avanzata su più tavoli. Adesso, appunto, ci sono i soldi per fare uno studio di fattibilità sulla viabilità alternativa che si potrà realizzare in quel punto. «Siamo soddisfatti, è un primo passo – ha dichiarato, ieri Firetto – . Bisogna pensare al futuro e guardarlo dritto negli occhi, ecco perché, oltre all’indispensabile manutenzione del viadotto Morandi, è necessario trovare soluzioni per una viabilità alternativa».

Agrigento, già prima del crollo del cavalcavia di Genova e dopo ancora di più, si è letteralmente spaccata fra chi voleva che il viadotto agrigentino venisse raso al suolo e chi, invece, protendeva per la manutenzione e l’immediata riapertura. Il ponte è chiuso dal 2017. La spesa prevista per la sua ristrutturazione – di recente sono arrivati i ponteggi per la manutenzione delle pile e degli impalcati del primo tratto – è di circa 30 milioni di euro. Il progetto esecutivo per procedere al consolidamento dei piloni del primo tratto del viadotto Morandi è stato approvato, dal Genio civile di Agrigento che rilasciò all’Anas anche l’autorizzazione sismica, alla fine dello scorso maggio. In prima battuta, i lavori riguarderanno il consolidamento dei piloni in cemento armato, mentre proseguirà contestualmente, a cura dell’Anas, il monitoraggio delle condizioni di stabilità degli impalcati in cemento armato precompresso che saranno, poi, oggetto di un successivo intervento.