”Girgenti Acque piena di debiti: difficoltà a pagare stipendi e fornitori”, commissari in commissione Antimafia Ars

Una società piena di debiti quella che gestisce il servizio idrico in 27 comuni nell’Agrigentino. A confermare la grave situazione in cui versaGirgenti Acque sono stati i commissari prefettizi Gervasio Venuti e Giuseppe Massimo Dell’Aira nel corso di un’audizione in commissione Antimafia dell’Ars che si è svolta ad aprile e i cui verbali sono stati resi noti nei giorni scorsi. “Girgenti Acque – riporta il verbale della commissione presieduta da Claudio Fava sintetizzando l’intervento di Venuti – ha accumulato una notevole esposizione debitoria già accertata dai documenti contabili nel 2017, sebbene possa essere ancora più grave di quanto certificato in bilancio. Vi era anche una grande mole di crediti deteriorati ascrivibili per lo più a bollette di utenze non saldate. Il debito accertato nel 2017 era di 32 milioni di euro, già ridotto a novembre 2018 a 28 milioni di euro”.

Venuti ha rappresentato “un quadro di grande difficoltà amministrativa per Girgenti Acque caratterizzata da ritardi nel pagamento degli stipendi e dei debiti con i fornitori”. Il commissario ha evidenziato quanto sia elevato il costo per la manutenzione delle reti idriche che versano in condizioni precarie e che “non disponendo delle necessarie risorse finanziarie, la società ha omesso di costituirsi parte civile nei numerosi procedimenti penali per i reati di furto e truffa perpetrati in suo danno”. I commissari intendono “appurare la presenza di accordi capestro e di tariffe elevatissime che hanno contribuito a rendere il servizio altamente deficitario“. Inoltre, secondo i commissari “gli affidamenti in house da parte di Girgenti Acque sono da considerare contrari alla normativa vigente e, segnatamente, al codice degli appalti”.

E’ stata sentita dalla commissione regionale Antimafia anche la presidente dell’Ati e sindaco di Sciacca Francesca Valenti.  Invitandola a riferire sulla vicenda che ha portato alla rescissione del contratto con Girgenti Acque, il presidente Fava le ha chiesto “in particolare, di chiarire per quali ragioni, negli anni precedenti, non fossero mai state riscontrate  le criticità alla base della rescissione.  La Valenti ha dichiarato di rivestire il ruolo  di presidente dell’Ati dal 2 luglio del 2018 e di avere fatto parte del direttivo dal 2017, ovvero dall’elezione a sindaco del comune di  Sciacca” e ha spiegato che si era già costituito un gruppo di lavoro per la contestazione di una  serie di inadempimenti a GirgentiAcque e la  conseguente diffida recava diverse contestazioni”. La presidente dell’Ati ha riferito che dopo la diffida  arrivarono le controdeduzioni di Girgenti  Acque e che, sulla base di queste, il legale dell’Ati  suggerì di potere procedere con la rescissione”.

Il sindaco Valenti sul punto ha precisato che “frattanto intervenne l’interdittiva antimafia e l’Ati si costituì ad adiuvandum in tutti i relativi ricorsi” e si è soffermata “sul ruolo svolto dai consulenti dell’Ati, gli ingegneri Barone e Milano, e sulla risoluzione dei loro contratti. Il presidente della commissione Antimafia dell’Ars ha poi chiesto al sindaco Valenti “se avesse contezza del sistema clientelare creato attorno a sé da GirgentiAcque”, lei ha dichiarato di avere avuto una sensazione rispetto a ciò, ma non una contezza diretta”. Alla domanda su quale “sia l’idea dell’Ati sul futuro del servizio idrico e su come dovranno essere svolte le funzioni che erano assegnate a Girgenti Acque” il sindaco Valenti ha risposto “che, ai fini della definizione  della gestione del servizio idrico, è stato costituito un gruppo di lavoro composto dal direttivo allargato dell’Ati”. E’ intervenuta durante l’audizione la deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo, componente della commissione Antimafia dell’Ars, che a proposito del “sistema clientelare”, ha detto “che tutti per sentito dire ne sapessero”.