Lampedusa ”invasa” da turisti, ma poche le spiagge libere: quasi tutte occupate da ”ombrelloni selvaggi”

Lampedusa “invasa” da turisti, ma, tra i tanti commenti positivi, sono in molti a lamentarsi su Tripadvisor della mancanza di spiagge libere perché quasi tutte sostanzialmente occupate da “ombrelloni e lettini selvaggi” che spesso impedirebbero, secondo alcuni, anche una libera fruizione del litorale. Parlando della spiaggia di Cala Croce, Raffaella di Gioia del Colle, in Puglia, scrive per esempio: “Il posto a mio avviso più bello dell’isola deturpato però dagli ombrelloni posti in maniera barbara ed indiscriminata anche se non fruiti. Andrebbe maggiormente tutelato”. Lo stesso Francesca di Foiano Della Chiana in Toscana: “Una spiaggia di sabbia che avrebbe del potenziale ma troppo piena di ombrelloni. Non c’è praticamente possibilità di stendersi sulla sabbia e quindi si è costretti ad andare sugli scogli”. Così Cristiana di Novara: “L’enorme nota negativa è la tipologia di stabilimento che ne ha preso possesso. Ombrelloni uno attaccato all’altro,  musica ad alto volume, e ambulanti in continuazione”.

Scrive Dario: “La nota negativa è data dall’occupazione totale da parte di uno stabilimento  il quale non consente ai fruitori della spiaggia libera di mettere ombrelloni perché rovinano la vista ai privilegiati, coloro che pagano ombrellone e sdraio. Quello che si è identificato come proprietario  in maniera minacciosa è venuto ad intimidire per far togliere gli ombrelloni messi dai non privilegiati nel pezzetto inesistente di spiaggia libera, costretti quindi ad ustionarsi o migrare verso le rocce ed ingegnarsi per avere un po’di riparo. Veramente una vergogna”. Così Marco di Bari a proposito della Guitgia: “La spiaggia più vicina al centro di Lampedusa. L’ingresso mi causa un vero choc, sembra di stare in un girone dantesco. File di ombrelloni accalcate a distanza infinitesimale, sdraio quasi attaccate a vicenda, musica ad alto volume per l’intera giornata. Un consiglio: evitatela”.

Della vicenda si è occupata anche Legambiente che a Lampedusa gestisce la riserva naturale dell’Isola dei Conigli, considerata dai viaggiatori di Tripadvisor tra le spiagge più belle del mondo. L’associazione ambientalista, nelle scorse settimane, ha impugnato davanti al Tar il decreto, promulgato la scorsa primavera, dell’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente, Toto Cordaro, relativo all’approvazione delle linee guida per la redazione dei Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime da parte dei comuni costieri della Sicilia. “Il decreto – ha scritto in una nota Legambiente Sicilia – prevede che nella redazione dei Pudm e nel rilascio delle concessioni demaniali marittime ci si dovrà attenere a nuovi criteri che consentono l’occupazione di superfici molto più estese, la realizzazione di nuovi stabilimenti balneari, di aree attrezzate con una maggiore densità e con superfici e volumetrie più ampie di quelle attuali. Il provvedimento consente, inoltre, la riduzione drastica delle distanze tra due concessioni vicine, fino alla possibilità di non prevedere aree libere, alla totale saturazione delle spiagge, con strutture e concessioni delle aree demaniali marittime”.

“Siamo di fronte– ha dichiarato Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia –  a un vero e proprio attacco al territorio, alle nostre coste e alle nostre spiagge, beni comuni da tutelare e nei confronti dei quali va garantito il diritto all’accesso abbiamo deciso di ricorrere al Tar perché ci opponiamo all’utilizzo massiccio delle aree demaniali marittime in favore di una sola categoria economica interessata. Nel provvedimento spicca, infatti, la totale assenza di qualunque interesse pubblico. Su Lampedusa sono necessari i controlli degli organi competenti, quello che sta succedendo è probabilmente frutto della deregulation introdotta da questo decreto”.