Entra nel vivo la vendemmia nell’Agrigentino, produzione in calo ma gli esperti assicurano: uve di ottima qualità

Entra nel vivo la vendemmia 2019 nell’Agrigentino. Quest’anno la raccolta delle uve è partita con un ritardo di una decina di giorni rispetto all’anno scorso. In generale la resa è bassa ma il frutto è sano e di ottima qualità, secondo quanto sostengono produttori, enologi e agronomi che operano in provincia di Agrigento.

Così Saverio Lo Leggio, amministratore delegato Azienda Agricola G. Milazzo di Campobello di Licata: “Abbiamo iniziato la vendemmia il 5 agosto con le uve di Chardonnay per basi spumante che abbiamo già completato, abbiamo  proseguito con lo Chardonnay per vini fermi e siamo quasi alla fine, dovremmo concludere settimana prossima. Poi un po’ di pausa in attesa di Catatratto e Inzolia. La produzione quest’anno è bassissima, non solo rispetto alla scorso anno, quando era prevedibile, ma anche rispetto alla media standard. Abbiamo circa sette giorni di ritardo, ma qualità delle uve è ottima, acidità elevatissime per le uve a bacca bianca che utilizziamo per le basi spumante”.

Gunther Di Giovanna, della cantina Di Giovanna di Sambuca di Sicilia, racconta: “Abbiamo iniziato la vendemmia il 16 agosto. Quest’anno le rese sono più basse solo con lo Chardonnay, ma stiamo raccogliendo uve sane e di ottima qualità. E’ un’annata da manuale. Le previsioni meteo sono positive e quindi confidiamo in una annata nella norma, dunque ottima”.

Così l’enologo Tonino Guzzo, consulente di diverse aziende: “Tutti quest’anno parlano di ritardo rispetto alle ultime annate, ma di fatto è un ritorno alla normalità, perché negli ultimi anni la vendemmia è stata anticipata. Le varietà precoci, come per esempio lo Chardonnay, il Pinot grigio, il Traminer aromatico, si stanno vendemmiando a fine agosto, le altre varietà, tra cui quelle autoctone come il Grillo e l’Inzolia, si raccoglieranno a settembre. La produzione quest’anno è certamente più bassa, abbiamo meno uva sulla vite. La qualità è buona, le uve raccolta finora sono sanissime, integre, buonissime. Dove le vigne sono condotte bene si producono uve di grande qualità. E’ una buona annata sicuramente per le uve a bacca bianca, per quelle a bacca rossa ancora è presto: tutto dipenderà dalle condizioni climatiche del mese di settembre, se ci sarà un clima asciutto e caldo si darà vita a dei grandi vini rossi. Anche quest’anno sono necessarie irrigazioni di soccorso. Nel 90% del territorio siciliano, fatta qualche eccezione per le vigne di alta collina o di montagna, non si può prescindere dalle irrigazioni di sostegno per fare qualità”.

Filippo Buttafuoco, agronomo della Settesoli, spiega: “Nella zona di Menfi la vendemmia è iniziata lunedì 5 agosto con il Pinot Grigio. Abbiamo avuto uno slittamento di dieci giorni rispetto allo scorso anno. Un ritardo che però, se le condizioni meteo non subiranno cambi repentini, ci consegnerà una vendemmia ottima: le piante hanno una parete fogliare rigogliosa e questo aiuta la maturazione e la qualità delle uve. Nei vigneti tra Menfi e Santa Margherita Belice, abbiamo 32 varietà di cultivar: ovunque la situazione è positiva. Prevediamo un lieve calo della quantità per via delle basse temperature registrate negli ultimi mesi, ma le piante sono verdi, non hanno subìto stress idrici e lasciano prevedere un bilancio finale ad ottobre di grande qualità”.

Carmelo Bonetta del Baglio del Cristo di Campobello afferma: “La vendemmia in generale sta andando bene, siamo con qualche giorno di ritardo rispetto all’anno scorso per via di una primavera molto fredda e piovosa. C’è un notevole calo di produzione ma in compenso stiamo raccogliendo uve di qualità eccellente. Abbiamo cominciato con lo Chardonnay e abbiamo già raccolto il Grillo e il Nero d’Avola da utilizzare come base spumante, più avanti raccoglieremo quelli per i vini fermi. Oltre al Grillo e al Nero d’Avola per i vini fermi dobbiamo ancora vendemmiare il Syrah e a metà settembre l’Inzolia. Stiamo monitorando tutti i giorni la situazione sul campo per raccogliere le uve al momento giusto. Dopo la vendemmia porteremo avanti il nostro progetto dedicato all’enoturismo: facciamo già, in alcuni casi, accoglienza in cantina, ma ci stiamo organizzando in maniera più completa ristrutturando un casale da dedicare all’ospitalità e alle degustazioni, abbiamo già tante richieste non solo di winlovers e appassionati, ma anche di tour operator”.

Filippo Paladino, vicepresidente del consorzio Doc Sicilia, spiega: “La qualità delle uve è ottima e le previsioni meteo attuali ci consentono di essere ottimisti. Presumiamo di chiudere la vendemmia, che nei nostri vigneti in provincia di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Trapani dura fino ad ottobre, con un leggero calo medio della produzione rispetto ad una annata normale, ciò a causa delle condizioni climatiche registrate nel periodo della fioritura della vigna. Qualitativamente quindi sarà una buona annata: il primo test sulle uve Pinot grigio ci dice che le uve hanno tutte le caratteristiche per ottenere buoni vini”.