Università, test Medicina: per 1 su 4 spesa da 500 euro

La molla che spinge quasi 69 mila giovani a tentare domani una selezione i test per l’accesso a Medicina, per tre quarti di loro (il 75%) e’ la passione. Lo dice un sondaggio effettuato da Skuola.net su quasi 1600 aspiranti matricole che si cimenteranno nelle selezioni per l’accesso alle facolta’ a numero chiuso. Quasi irrilevanti, per chi cerca di entrare a Medicina, le prospettive occupazionali (prioritarie per il 12%) e di guadagno (determinanti per l’8%). Un test, quello per Medicina e Odontoiatria, che per gli studenti che si siederanno nei banchi dei vari atenei si arricchisce di un ulteriore spauracchio, oltre alle basse possibilita’ di farcela: la nuova struttura del quiz. Quest’anno ci saranno meno quesiti di logica e piu’ domande di cultura generale. Una circostanza che spaventa non poco gli studenti. Per il 64% degli iscritti, infatti, la prova si preannuncia piu’ complicata rispetto al passato; per il 19% non cambiera’ granche’, sara’ comunque difficile; solo il 17% accoglie la novita’ favorevolmente.

Nel recente passato, infatti, il ruolo della cultura generale era “simbolico”, solo 2 quesiti su 60. Il che permetteva di tralasciare o quasi lo studio nozionistico e sterminato di questa disciplina a favore di quelle caratterizzanti come matematica, fisica, chimica, biologia e logica. Materia, quest’ultima – temuta perche’ di fatto non codificata in un insegnamento scolastico come le altre – che comunque va studiata, non essendo stata eliminata del tutto. Ma gli aspiranti medici (o odontoiatri) sono tipi determinati, difficilmente si lasciano scoraggiare: l’importante e’ arrivare all’obiettivo. Per questo la maggior parte di loro ha iniziato a prepararsi per il grande giorno con largo anticipo: il 30% da almeno due mesi, il 14% da oltre quattro mesi, il 31% gia’ all’inizio del 2019 aveva messo nel mirino i quiz. In che modo si sono preparati? Soprattutto con libri specifici (43%).

In alternativa, ci si e’ affidati alle simulazioni online (16%) o ai corsi di preparazione (12%). In tanti pero’ – circa 1 su 5 – per non lasciare nulla al caso e tentare di aumentare le chance di successo, hanno usato tutti gli strumenti appena elencati. Un impegno che, per loro, e’ stato mentale. Ma che per loro famiglie si e’ tradotto in un notevole sacrificio economico: in oltre 1 caso su 4 si e’ sfondata quota 500 euro, l’11% ha contenuto la spesa tra i 300 e i 500 euro, il 28% e’ riuscita a stare nell’arco dei 100-300 euro, il 33% ce l’ha fatta a non andare oltre i 100 euro. Anche per questo, se non dovessero farcela, i ragazzi venderanno cara la pelle: piu’ di 8 su 10 si dicono pronti a fare ricorso qualora riscontrassero irregolarita’ nello svolgimento delle prove (il 42% si attiverebbe al minimo sospetto).

Pure qui, unendo ai futuri medici (o aspiranti tali) il resto della truppa che partecipera’ alle prove d’accesso nazionali, le cifre cambiano e si sgonfiano: in media, il 42% e’ rimasto entro i 100 euro e solamente il 20% ha oltrepassato i 500 euro. E se non ci fosse proprio nulla da fare, gli aspiranti camici bianchi sono pronti a ritentare: il 64%, di fronte all’insuccesso, si iscriverebbe a un corso simile per poi riprovare il test l’anno prossimo. Non e’ un caso che, escludendo i neodiplomati (che per forza di cose sono al debutto), tra gli altri – quasi un terzo del totale dei candidati – in tantissimi sono al secondo (66%) se non al terzo (17%) anno di tentativi. Anche qui Medicina rappresenta un unicum: la media generale, comprensiva dei partecipanti ai quiz di tutte le facolta’ ad accesso programmato, fa fermare al 56% la quota dei tenaci pronti a riprovarci, mentre saranno meno di 7 su 10 quelli al secondo o terzo tentativo. (ANSA)