Reddito di cittadinanza, ricorso contro l’Inps per sblocco domande stranieri

Gli stranieri non devono essere esclusi dal Reddito di cittadinanza come invece oggi di fatto avviene. E’ con questa convinzione che quattro associazioni, tra cui l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, hanno depositato un ricorso al Tribunale di Milano chiedendo che i giudici ordinino all’Inps di “procedere all’esame delle domande” per il Reddito di cittadinanza “presentate dai cittadini stranieri alle stesse condizioni previste per gli italiani”, perche’ l’istituto di previdenza con una circolare di luglio ha “bloccato” l’esame di tutte le richieste degli stranieri. Il blocco, come spiegano le associazioni (tra cui anche Avvocati per Niente, Fondazione Guido Piccini e Naga) deriva dall’emendamento ad un decreto che “prevede l’obbligo per tutti i cittadini extra Ue di produrre” anche “certificazione, spesso impossibile da reperire”, spiegano le associazioni, “rilasciata dalla competente autorita’ dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorita’ consolare italiana” che attesti la situazione reddituale e patrimoniale all’estero e la composizione del nucleo familiare.

Le associazioni nelle scorse settimane avevano anche sollecitato l’Inps con una lettera. Gli avvocati dell’Asgi, che operano “nel campo della tutela dei migranti e del contrasto alle discriminazioni” e negli ultimi anni hanno vinto battaglie legali su questi temi, compreso il caso ‘mense’ a Lodi, gia’ a fine agosto avevano scritto ai vertici dell’Inps. Nella lettera chiedevano all’istituto di “revocare immediatamente” la circolare con cui ha “sospeso l’esame delle domande di Reddito di cittadinanza presentate da cittadini stranieri” per attendere l’emanazione di un decreto ministeriale, non ancora avvenuta, che dovrebbe contenere l’elenco dei Paesi nei quali e’ “oggettivamente impossibile” ottenere la documentazione sulla situazione reddituale e patrimoniale del richiedente. I legali avevano gia’ criticato la sospensione “illegittima” e discriminatoria e preannunciato azioni legali, in caso l’Inps non fosse intervenuto. Ora e’ arrivato il deposito del ricorso in Tribunale contro una “situazione assurda e ingiustificata”. Una vicenda, spiegano le associazioni, che “e’ conseguenza del cosiddetto ‘emendamento Lodi’ che e’ stato introdotto in sede di conversione del decreto legge n.4/19 sul Reddito di cittadinanza”.

La richiesta agli stranieri di documenti sulla situazione reddituale e patrimoniale all’estero, per le associazioni, e’ “di per se’ illegittima (in quanto l’Isee viene gia’ rilasciato dopo le verifiche dell’Agenzia delle entrate alla quale sia italiani che stranieri devono denunciare redditi e patrimoni esteri) e comunque spesso impossibile da soddisfare per l’inesistenza, nei paesi di provenienza, di un adeguato sistema di certificazione”. Il blocco “nella erogazione del Reddito di cittadinanza – concludono – esclude a tempo indeterminato i cittadini stranieri senza alcuna giustificazione e deve quindi essere immediatamente rimosso”. (ANSA)