Migranti, medico Bartolo in aula: su barcone a Lampedusa cadaveri accatastati

“E’ stata una sensazione raccapricciante come poche altre volte mi e’ capitato di vivere, i cadaveri erano accatastati uno sopra l’altro nella stiva. C’erano dei ragazzi, e’ stato un orrore”: il medico Pietro Bartolo, ex responsabile del presidio ospedaliero di Lampedusa e attuale europarlamentare del Partito democratico, ha raccontato in aula, davanti alla Corte di assise di Agrigento, i tragici momenti dei soccorsi del barcone, approdato a Lampedusa il primo agosto del 2011, con venticinque migranti morti asfissiati nella stiva. Dopo vari processi, con cinque condanne nei diversi stralci, e’ rimasto in piedi un solo procedimento a carico di Mohamed Moussa, somalo, 27 anni, gia’ condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e accusato di omicidio volontario. “Hanno aperto la stiva ed era piena di cadaveri. I cadaveri erano ovunque, accatastati uno sopra l’altro ed era gia’ iniziato il processo di decomposizione”, ha detto Bartolo. Rivelando che l’asfissia sarebbe stata solo l’ultima causa della morte, i poveri migranti prigionieri, che secondo il racconto dei sopravvissuti avrebbero provato a ribellarsi e uscire all’esterno della stiva, sarebbero stati brutalmente picchiati. (AGI)