Voto di scambio, chiesto processo per il deputato Pellegrino (FI): “Sono innocente”

I pm della Dda di Palermo hanno chiesto il rinvio a giudizio per il deputato regionale di Forza Italia, Stefano Pellegrino, ex componente della commissione Antimafia. La richiesta riguarda anche Calogero John Luppino, imprenditore nel settore delle scommesse, e lo zio Salvatore Giorgi, detto Mario, entrambi animatori di un movimento politico di Campobello di Mazara. Il politico e’ accusato di corruzione elettorale per essersi rivolto ai due in occasione delle elezioni regionali del dicembre 2017. La richiesta verra’ discussa dal gup di Palermo Filippo Lo Presti il prossimo 4 novembre. In prossimita’ delle elezioni, secondo l’accusa, Pellegrino incontro’ Giorgi e Luppino. Dopo l’elezione i due erano “quelli di Campobello, che mi hanno aiutato” e che potranno avere una serie di incarichi in “tre, quattro enti”. Nel mirino dei carabinieri del Ros sono finite presunte regalie di pacchi della spesa ma anche eventi organizzati da Luppino e Giorgi per sostenere Pellegrino, originario di Marsala (Trapani).

“Tutti Pellegrino hanno votato”, diceva Luppino consapevole che anche Dario Messina (finito in galera l’anno scorso nell’operazione “Anno Zero”) aveva sostenuto Pellegrino. Ordine che, non escludono i carabinieri del Ros, potrebbe essere arrivato perfino da Franco Luppino, capomafia di Campobello di Mazara, che da anni si trova recluso in carcere. Anche Rosario Allegra, (adesso deceduto ndr) cognato del latitante Matteo Messina Denaro, raccontava al telefono di “aver dato qualche voto a Pellegrino ma cosi’ a livello amichevole”, mentre Dario Messina (presunto reggente della famiglia di Mazara del Vallo, adesso in carcere) avrebbe raccolto 162 voti tra “amici e cose”. Per i pm pero’ il reato di compravendita di voti e’ comprovato da alcune intercettazioni del marzo 2018 in cui Giorgi “ammetteva di aver consegnato generi alimentari a tutti gli abitanti delle case popolari”, compreso il suo interlocutore “al quale aveva dato 50 euro la settimana successiva alle elezioni”.

“Non posso che ribadire la mia innocenza – assicura il deputato Pellegrino – in relazione a qualsiasi fatto di corruzione elettorale. Ho affrontato la campagna elettorale con la massima correttezza e con scrupolosa osservanza delle norme elettorali e delle regole etiche. Del resto, e’ stata gia’ la stessa Accusa a ritenermi estraneo ad ogni contesto di criminalita’ organizzata. Chi mi conosce sa che mai avrei potuto intrattenere rapporti meno che leciti per ragioni elettorali, ne’, tantomeno, che avrei potuto vendere la mia stima e il mio decoro per due buste di spesa”. “Dall’esame degli atti depositati dalla stessa accusa – aggiungono inoltre i legali – riteniamo provata l’assoluta estraneita’ del nostro Assistito rispetto al fatto contestatogli. Provvederemo a depositare al gip di Palermo memoria difensiva con la quale chiederemo che non si faccia luogo al rinvio a giudizio richiesto dal pm”. (AGI)