Il giardino della Kolymbethra festeggia il 20° anno di apertura al pubblico, boom di visite

Il giardino della Kolymbethra ha festeggiato ieri il ventesimo anno di apertura al pubblico. Era il 12 ottobre del 1999 quando il “giardino degli dei”, che versava in stato di abbandono, venne affidato dalla Regione Siciliana in concessione al Fai. La convenzione fu firmata a Palazzo d’Orleans dall’allora presidente della Regione Angelo Capodicasa. Il giardino adesso è meta ogni anno di migliaia di turisti che continuano a crescere di anno in anno grazie a diverse iniziative culturali ed enogastronomiche e a un rapporto di collaborazione con il Parco archeologico della Valle dei Templi. Il giardino della Kolymbethra è un raro gioiello archeologico e agricolo nel cuore della Valle dei Templi, un luogo straordinario che racchiude i colori, i sapori e i profumi della terra di Sicilia e racconta, con i suoi reperti e i suoi ipogei scavati 2.500 anni fa, la storia dell’antica Akragas. Due giorni fa a Milano il direttore del giardino della Kolymbethra Giuseppe Lo Pilato ha presentato al Fondo per l’ambiente italiano il nuovo piano di gestione per il 2020, tra le novità in arrivo una serie di eventi per la promozione delle eccellenze agroalimentari.

“Quest’anno – spiega Giuseppe Lo Pilato – le presenze registrate fino al mese di settembre sono oltre 60.000, prevediamo di concludere il 2019 con circa 75.000 visite superando le 73.000 dell’anno scorso. In pratica abbiamo ormai consolidato le presenze intorno al 10% del totale dei visitatori del Parco archeologico della Valle dei Templi e questo è per noi un risultato davvero importante, ma per il 2020, grazie a una serie di iniziative che abbiamo già in programma, pensiamo di poter attirare ancora più persone. Il nostro obiettivo però – sottolinea il direttore del giardino della Kolymbethra – è soprattutto la conservazione e la tutela del giardino e accanto a questo portiamo avanti con entusiasmo e risultati soddisfacenti un’attività turistica rispettosa di questo obiettivo. Significativo anche il numero dei visitatori che hanno scelto di fare la visita guidata nuovo percorso dell’ipogeo Kolymbethra – Porta V, finora sono più di 3.000, un numero destinato comunque ancora a crescere entro la fine dell’anno”. Il record di visite si registrò  nel 2016 con 83.000 presenze. Poi nel 2017 il Fai potenziò la biglietteria e i servizi di accoglienza con nuovo personale ma anche i servizi di gestione, coltivazione e manutenzione del giardino aumentando le giornate lavorative dei giardinieri che adesso, tutti i giorni,  si occupano della pulizia dei vialetti e di lavori di varia natura.

Intanto, “ho già presentato al Fai – dice Lo Pilato – il progetto di gestione del giardino della Kolymbethra  per il 2020 che tra le novità prevede un’iniziativa ogni prima domenica del mese dedicata ai prodotti della terra. Diversi i prodotti che intendiamo promuovere e valorizzare: i grani antichi siciliani, le arance, i limoni, i pistacchi, le mandorle, i melograni, i fichi d’india ma anche la capra girgentana e il suo latte. Da sempre abbiamo valorizzato le nostre eccellenze agroalimentari ma il prossimo anno punteremo ancora di più su queste iniziative molto apprezzate da turisti e visitatori. Collaboreremo quindi con gli agricoltori e le loro associazioni di categoria. Proprio nei giorni scorsi ha riscosso grande successo l’iniziativa dedicata ai grani antichi siciliani”.

La prima domenica di ottobre il giardino della Kolymbethra ha dedicato una giornata ai cerealicoltori siciliani che hanno ridato vita alle antiche varietà di frumento duro, un tempo ampiamente coltivate nelle nostre campagne, recuperando un gusto genuino e salutare e realizzando una vera e propria rivoluzione agronomica e ambientale. Centinaia di visitatori e turisti hanno potuto gustare la Pizza di Qualità Siciliana, preparata esclusivamente con ingredienti locali dai pizzaioli associati alla Cifa Unione Pizzaioli italiani presieduta da Stefano Catalano. In scena anche i pizzaioli acrobatici Giuseppe Cuffaro e Antonio Lupo. L’incasso è stato devoluto a favore dei progetti formativi per il rafforzamento delle competenze e dei livelli di occupazione dei soggetti in condizioni di svantaggio sociale, segnatamente nelle politiche di inserimento lavorativo.

“La Kolymbethra – viene spiegato sul sito del Fai – è un angolo ombroso di paradiso dove olivi secolari prosperano generosi e dove gli agrumi inondano la Valle dei Templi coi loro profumi.  Angolo di terra promessa e giardino per eccellenza dove la natura si fonde con la storia, questa piccola valle è parte significativa di Akragas, la città fondata dai Greci nel VI secolo a.C. Diodoro Siculo narra che nel 480 a.C. il tiranno Terone, per approvvigionare d’acqua la città fece progettare una rete di gallerie che si concludeva ai piedi dell’urbe in una grande vasca detta Kolymbethra ‘del perimetro di sette stadui’, presto adattata a vivaio di pesci e frequentata da cigni e volatili, ma soprattutto capace di trasformare l’arida terra siciliana in un giardino fiorente di piante mediterranee”.