Lavoro, ministro Catalfo in visita in Sicilia

“Oggi, per la prima volta da quanto sono Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono tornata nella ‘mia’ Sicilia”. Così la ministra Nunzia Catalfo in un lungo post su Facebook.”Stamattina ho partecipato al convegno organizzato dall’EBT di Messina, tema il dumping contrattuale – scrive -. Si tratta di un argomento che ho analizzato e trattato prima durante la mia carriera professionale e successivamente durante quella politica. Il dumping contrattuale è una piaga che dobbiamo combattere perché ha un impatto negativo sia sulle famiglie sia, di riflesso, sulla nostra economia. Ecco perché nel programma di Governo sono stati inseriti il salario minimo e una legge sulla rappresentanza sindacale, due interventi che l’Italia aspetta da anni e che vogliamo realizzare per mettere fuorigioco i cosiddetti ‘contratti pirata’, quelli che costringono milioni di lavoratori a ricevere stipendi non degni di un Paese civile come il nostro. Prima dell’inizio dell’evento, ho incontrato una delegazione di lavoratori del Gruppo Papino Elettrodomestici Spa che nei mesi scorsi ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 83 di loro, rifiutandosi, così come richiesto dalle sigle sindacali, di accedere agli ammortizzatori sociali. Io per i lavoratori ci sono sempre, ecco perché è mia intenzione fare tutti gli approfondimenti del caso”.

“Nel primo pomeriggio invece ho visitato il Centro per l’Impiego di Messina – si legge nel post -. Il Direttore, Gaetano Sciacca, che ringrazio unitamente a tutto il personale, mi ha spiegato di aver predisposto 23 postazioni (con altrettante addetti) per ricevere una media di 300 percettori di Reddito di Cittadinanza al giorno. Qui ho anche avuto modo di conoscere e parlare con i navigator, che, terminato il periodo di formazione, stanno già dando supporto agli operatori del Cpi per la convocazione dei beneficiari di Rdc che così come previsto dalla fase 2 dovranno seguire i tre diversi percorsi stabiliti dalla misura. Un esempio virtuoso da prendere a modello. Con il Reddito di Cittadinanza abbiamo fatto un investimento nelle politiche attive senza precedenti. Perciò a chi, dopo soli 7 mesi dall’entrata in vigore del Decreto, emette sentenze sulla sua presunta inefficacia o sui ritardi ricordo che altri Paesi, in primis la Germania, hanno avviato un percorso come questo diversi anni fa. Dobbiamo colmare un gap enorme: conosciamo le difficoltà ma lavoriamo quotidianamente per dare ai cittadini, dopo decenni di totale immobilismo, un sistema che finalmente funzioni. Sono assolutamente certa che ce la faremo”. (LaPresse)