Maltempo, Coldiretti: 93% comuni siciliani è a rischio idrogeologico

Strage di agnelli, pecore e capre in Sicilia a causa dello straripamento del torrente Favara che ha investito in pieno un allevamento di Ispica, in provincia di Ragusa. A darne notizia è la Coldiretti sulla base di un primo monitoraggio sugli effetti provocati dalla terribile ondata di maltempo che si è abbattuta sulle province dell’isola.”L’esondazione del corso d’acqua – spiega Coldiretti in un comunicato – ha letteralmente spazzato via oltre una sessantina di animali dell’azienda Roccuzzo che sono annegati. Da una prima stima i danni al solo allevamento superano i 100mila euro. I violenti nubifragi hanno devastato – continua Coldiretti – anche le produzioni di verdura nei campi del Ragusano e reso le strade interne impraticabili. Ma danni alle colture e allagamenti si registrano anche nelle altre province siciliane investite dal maltempo”.

La perturbazione si abbatte su una regione fragile che ha ben il 92,3% dei comuni con parte del territorio a rischio idrogeologico. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire a livello nazionale oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari.”Per questo – conclude la Coldiretti – l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne”. (LaPresse)