Raccolta olive nell’Agrigentino, Di Giovanna: ”Produzione in calo ma olio extravergine di oliva di ottima qualità”

Produzione di olive in calo ma olio extravergine di oliva di ottima qualità nell’Agrigentino. Questo, in sintesi, il primo bilancio della campagna olearia 2019 che fa Gunther Di Giovanna, produttore e presidente della Strada del Vino e dei Sapori delle Terre Sicane che riunisce aziende e comuni di Sambuca di Sicilia, Montevago, Sciacca, Menfi, Santa Margherita di Belìce e Contessa Entellina.

“Veniamo da una campagna olearia, quella dell’anno scorso, che è stata pessima sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Quest’anno – spiega Di Giovanna al Giornale di Sicilia – è un’annata eccezionale dal punto di vista qualitativo, molto simile a quella di due anni fa. Sul fronte del prezzo delle olive, a livello locale, si sta registrando la stessa situazione dell’anno scorso: varia da 50 a 70 euro al quintale a seconda del periodo. All’inizio della raccolta il prezzo era più basso, ma oscilla in continuazione. Per quanto riguarda le quantità, la produzione è a macchia di leopardo. Nella zona del lato ovest della Sicilia, come quella tra Montevago, Partanna, Selinunte per restare nelle nostre zone, si riscontrano quest’anno problemi di quantità: olio buono, ma poco. Anche nella zona di Sambuca di Sicilia e del circondario – aggiunge – la produzione è a macchia di leopardo, in alcune zone una produzione normale e in altre molto scarsa. Facendo grosso modo una media si può dire, in generale, che la produzione è scarsa ma è di ottima qualità. Almeno così sta andando nel nostro areale ma non dappertutto, perché va detto che questo è l’anno in cui l’Italia produrrà davvero tanto olio”.

Gli osservatori di mercato di Cia, Italia Olivicola e Aifo (Associazione italiana frantoiani oleari), infatti, stimano una produzione di poco superiore alle 330.000 tonnellate di olio a livello nazionale, un dato che quasi raddoppia (+89%) la produzione finale dello scorso anno, attestatasi intorno alle 175.000 tonnellate di prodotto. “Il clima questa volta – spiegano  gli esperti – ha favorito lo sviluppo dell’olivo: il caldo estivo e la bassa umidità, in particolare, hanno evitato gli attacchi della mosca olearia, come si evince dai bollettini fitopatologici con infestazioni rare e ben al di sotto della soglia del danno su tutto il territorio italiano. La qualità dell’olio extravergine d’oliva sarà assolutamente eccellente, soprattutto grazie agli interventi e alle spese sostenute dagli agricoltori nei mesi estivi per l’irrigazione dei campi, ed entro la metà di ottobre quasi tutte le cooperative e i frantoi d’Italia avranno iniziato la campagna di raccolta. A trainare la ripresa dell’olivicoltura italiana sono soprattutto le Regioni del Sud. Un’ottima annata per la Puglia (+175%), che da sola produrrà quasi il 60% dell’olio extravergine d’oliva nazionale. Annata molto positiva per la Calabria (+116%), che conserva la seconda piazza tra le Regioni italiane davanti alla Sicilia (+38%)”.

“Noi – spiega il presidente della Strada del Vino e dei Sapori delle Terre Sicane – abbiamo una buona parte del territorio vocato per la produzione di olio extravergine di oliva eccellente e sono convinto che il nostro olio avrà un grande futuro nei mercati, se non uguale un futuro ancora più importante di quello del vino. C’è un crescente interesse dei mercati nei confronti dell’olio extravergine di oliva e il nostro territorio può svolgere un ruolo importante. Nell’olio il territorio si esprime come nel vino, non puoi produrre lo stesso olio che fai qui da un’altra parte, l’olio dipende dalle condizioni micro-pedoclimatiche e quindi non può essere replicato. Questa – sottolinea Gunther Di Giovanna – può essere la nostra forza, perché abbiamo un terroir straordinario, unico. Il nostro territorio è fortemente vocato per la produzione di olio extravergine di oliva di alta qualità che si distingue in modo netto e inequivocabile da tutti gli altri oli. Investendo in questo prodotto, quindi, possiamo avere delle soddisfazioni anche in termini commerciali e imprenditoriali, come quelle che abbiamo avute con il vino”.

La tradizionale raccolta delle olive, così come avviene da diversi anni anche per la vendemmia, è nell’Agrigentino anche un’attrazione per i turisti amanti dei percorsi legati alla natura e ai sapori, diverse le aziende agricole che si organizzano in questo periodo per l’accoglienza turistica in campagna con itinerari e degustazioni guidate e le iniziative promosse in diversi centri della provincia per valorizzare l’olio extravergine di oliva.

E’ andata in scena nei giorni scorsi la XX edizione della “Festa dell’Olio” a Lucca Sicula, uno dei centri agrigentini più conosciuti per la produzione di olio di oliva. La manifestazione è stata organizzata dall’amministrazione comunale con il sostegno dell’assessorato regionale all’Agricoltura e alla collaborazione degli Istituti alberghieri di Sciacca e Bivona. “Puntiamo sull’olio di oliva – ha dichiarato il sindaco di Lucca Sicula Salvatore Dazzo – perché può dare una svolta ai redditi delle famiglie. Sono molto soddisfatto per la riuscita dell’evento, la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva porta un vantaggio all’intera comunità lucchese e, in particolar modo, agli agricoltori che con grande spirito di sacrificio si impegnano a produrre una vera e propria eccellenza. L’appuntamento ha avuto un grande risalto a livello regionale grazie anche a due dirette Rai nel programma Buongiorno Regione”.

A Licata si è svolto invece il “Walkfood dell’olio nuovo”, l’appuntamento con le passeggiate che l’associazione Qanat organizza periodicamente per far conoscere paesaggi mozzafiato, la storia raccontata attraverso aneddoti e personaggi, e per far gustare i piatti tipici della tradizione siciliana, nel rispetto della stagionalità. “Passeggiare, condividere il cammino, osservare luoghi che ti lasciano senza respiro, la convivialità a pranzo, i tanti sorrisi, stringere amicizie. E’ questo Walkfood. Ringraziamo quanti – si legge sulla pagina Facebook di Qanat – hanno scelto di condividere con noi il cammino, quanti sono arrivati da altre città e i diportisti (che giungono da tutto il mondo e hanno scelto Licata per trascorrervi dei mesi o degli anni) che ai nostri appuntamenti sono presenze fisse”. Così la raccolta delle olive diventa anche occasione per attirare foodlovers e promuovere nuove forme di turismo esperienziale sempre molto più richieste nell’Agrigentino.