Agricoltura, Cimino (M5s): ”Approvata nostra risoluzione su Piano agrumicolo nazionale”

“Con la nostra risoluzione approvata ieri in commissione Agricoltura a prima firma Maria Marzana, il governo si è impegnato ad adottare un vero e proprio Piano agrumicolo nazionale, anche utilizzando a tale scopo il Fondo nazionale agrumicolo, adeguatamente rifinanziato, per favorire una vera e diffusa ristrutturazione del comparto agrumicolo a sostegno delle produzioni. Ma anche iniziative per rafforzare le misure di contrasto all’utilizzo della manodopera in nero per la raccolta degli agrumi e promuovere le esportazioni, potenziare il sistema dei controlli, rafforzare la tracciabilità di prodotto, compensare le perdite che deriveranno dall’imposizione dei dazi statunitensi”. Lo scrive in un post su Facebook la deputata agrigentina del Movimento 5 stelle Rosalba Cimino.

“In particolare – prosegue la parlamentare – si vuole: intervenire presso le competenti sedi unionali al fine di chiedere l’attivazione delle misure di salvaguardia di cui all’articolo 7 del protocollo n. 1 dell’Accordo tra l’Unione Europea e il Regno del Marocco in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli, per chiedere la revisione e l’aggiornamento del predetto accordo, in considerazione del fatto che tale accordo provoca gravi perturbazioni al mercato nazionale e alle filiere produttive delle regioni meridionali del nostro paese; proporre, nelle opportune sedi europee, che negli accordi di libero scambio con i Paesi extra Unione europea siano adottate misure per rafforzare e promuovere le esportazioni di agrumi italiani in mercati con grandi potenzialità; adottare iniziative, in sede europea, dirette a potenziare il sistema dei controlli sui prodotti agrumicoli provenienti da mercati esteri; attivarsi presso la Commissione europea affinché il comparto agrumicolo sia inserito a pieno titolo tra i settori a favore dei quali saranno attivate le misure necessarie per compensare le perdite che deriveranno dall’imposizione dei dazi statunitensi sui prodotti europei; adottare un vero e proprio Piano agrumicolo nazionale, anche utilizzando a tale scopo il Fondo nazionale agrumicolo, adeguatamente rifinanziato, volto a favorire una vera e diffusa ristrutturazione del comparto agrumicolo attraverso misure volte a favorire e sostenere la produzione non solo di arance, ma anche di clementine, limoni, cedro e bergamotto; adottare iniziative per rafforzare le misure di contrasto all’utilizzo della manodopera in nero per la raccolta degli agrumi; avviare il tavolo partenariale per la definizione di un piano di filiera per il comparto, da inserire nel Piano nazionale agrumicolo nazionale, con lo scopo di imprimere un nuovo impulso al settore, anche attraverso la definizione di una specifica politica del credito in favore delle aziende del comparto agrumicolo e la promozione del confronto con le industrie di trasformazione, alimentare e non, con particolare riferimento alle imprese cosmetiche; attuare le misure previste dall’articolo 9 del decreto-legge n. 27 del 2019, convertito dalla legge n. 44 del 2019, che prevede, nel limite complessivo di spesa di 5 milioni di euro, un contributo per la copertura dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per l’anno 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018, nonché dall’articolo 11 del medesimo decreto-legge, che ha previsto lo stanziamento di 2 milioni di euro per la realizzazione di campagne promozionali e di comunicazione istituzionale da destinare al comparto agrumicolo assieme a quello ovicaprino e olivicolo; valutare la possibilità di adottare iniziative normative volte a favorire la conversione al metodo di produzione biologica, semplificando e riducendo il periodo di conversione nel quale agli operatori del settore non è consentito vendere il prodotto come biologico, pur essendo gravati da tutti i vincoli e oneri della coltivazione biologica; porre maggiore attenzione alle conseguenze delle polveri sulle coltivazioni ubicate in prossimità dei vulcani, specie dell’Etna, e a concordare in sede europea iniziative per ricomprendere il danno da contatto con le ceneri vulcaniche tra le avversità assicurabili ovvero tra le calamità che consentono l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004; avviare, secondo le modalità già sperimentate nel gennaio 2018, una campagna di ritiro e distribuzione nelle mense scolastiche o agli indigenti delle eccedenze di produzione e degli agrumi rimasti invenduti a causa delle avverse condizioni di mercato, promuovendo anche azioni coordinate con la grande distribuzione organizzata per superare la crisi del settore agrumicolo italiano”.