Maratona di Atene, podisti cattolicesi Aquilino e Zarelli tagliano il traguardo

“E’ stata un’esperienza bellissima che ci ha regalato emozioni uniche, il prossimo obiettivo sarà la maratona di New York nel 2020”. Così l’ex sindaco di Cattolica Eraclea, Nino Aquilino, di ritorno dalla Grecia dove ha partecipato nei giorni scorsi alla 37ma Maratona di Atene (con la distanza dei 42 km, 10 km e 5 km).

Insieme a Nino Aquilino, 62 anni, sociologo a Ribera presso il centro di salute mentale dell’Asp di Agrigento, il musicista cattolicese Angelo Zarelli, i quali si allenano e corrono in coppia da oltre una decina di anni con i colori dell’asd “Passione Corsa” di Ribera.  Entrambi, anche in questa occasione, sono riusciti a tagliare il traguardo di quelle che è la maratona più antica e più importante del mondo. I due podisti cattolicesi vantano un curriculum di partecipazione alle maratone internazionali: sono stati a Roma, Madrid, Parigi, Edimburgo, Lisbona, Malta, Berlino e Gerusalemme; dopo la maratona di Atene nel 2020 parteciperanno a quella di New York.

La Maratona di Atene è considerata “l’Autentica”, nonché la prima e vera maratona. Non è soltanto un evento sportivo ma è un ponte che unisce la leggenda e la storia della Maratona. L’origine è legata alla storia della battaglia di Maratona: secondo la tradizione, nel 490 a.C. l’esercito persiano, sbarcato sulla costa greca per una spedizione contro Atene, si attesto a Maratona. Gli Atenesi mandarono un messaggero: Filippide a chiedere aiuto a Sparta. Filippide coprì in un giorno la distanza da Atene a Sparta in un giorno e mezzo. Gli spartani erano disposti ad aiutare gli Atenesi ma non prima di 10 gg. Filippide allora tornò indietro per avvertire i Generali Ateniesi. Quando poi, con un abile manovra, riuscirono a sconfiggere i Persiani, Filippide si precisò ad Atene per annunciare la vittoria ed evitare che, temendo la sconfitta,. la città fosse briciata. Giunse ad Atene stremato, prima di morire riuscì a dire “siamo vittoriosi”.