Grano duro raccolto in Sicilia: si conferma per il 2019 l’elevata qualità sanitaria

Sono stati pubblicati nel numero di novembre della
rivista nazionale “Molini d’Italia”, i dati e le elaborazioni del monitoraggio
della qualità commerciale del grano duro raccolto in Sicilia nel 2019. A
renderlo noto l’Assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, che
sottolinea come la Sicilia, ad oggi, rappresenti l’unica regione d’Italia che
monitora la qualità commerciale del grano, ammassato presso i centro di
stoccaggio,  rivelandone dati ed informazioni interessanti per il comparto.

Le indagini sono state realizzate dal Consorzio di Ricerca Ballatore, ente
strumentale dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura.

Si conferma anche per il 2019 l’elevata qualità sanitaria del grano siciliano,
attestata dalla bassa umidità (in media 9,57%) che è indirettamente correlata
al basso rischio di contaminazione di muffe che producono micotossine dannose
alla salute umana.

I centri di ammasso che hanno partecipato alla rete sono stati 28, dislocati
in tutta la Sicilia, ed hanno effettuato un totale di 5.971 analisi su
altrettanti lotti di grano raccolto, per un totale di 589.339 quintali, pari a
circa il 7,5% della produzione media regionale.

A livello regionale circa il 35% della produzione analizzata ha un contenuto
proteico superiore al 12%; questa percentuale scende all’8% se consideriamo
contemporaneamente, un contenuto proteico superiore al 13%, e un valore di peso
ettolitrico superiore a 80 kg/hl, parametri questi che insieme definiscono un
ottimo profilo commerciale.

Questi dati evidenziano come, nonostante la tendenza del grano siciliano a far
registrare un contenuto proteico mediamente inferiore al 12 %, gli agricoltori
locali dispongono delle abilità e delle conoscenze tecniche necessarie per
ottenere grano di buona qualità merceologica.

“La rete di monitoraggio è una piattaforma indispensabile per il sistema grano
regionale e permette non solo di disporre di informazioni utili sul profilo del
grano prodotto nell’isola, ma di predispone la filiera ai contratti di filiera,
già comunque presenti e sostenuti da alcune aziende di trasformazione – afferma
l’Assessore Bandiera –  In questo modo è possibile premiare le produzioni di
qualità che puntano sulle certificazioni dei prodotti finiti, come quella del
marchio collettivo “Qualità Sicura”, garantita dalla Regione Siciliana”, in
corso di riconoscimento europeo, che oltre a prevedere una giusta remunerazione
per i cerealicoltori, fornisce al consumatore un valore aggiunto in termini di
sicurezza alimentare e identità”.