Delitto Loris Stival, pg: Veronica Panarello capace di intendere e volere

Veronica Panarello era capace di intendere e volere al momento dell’omicidio del figlioletto Loris. Queste le conclusioni del sostituto pg Roberta Maria Barberini, che, con la sua requisitoria davanti alla prima sezione penale della Cassazione, ha condiviso le conclusioni dei giudici d’appello di Catania, per cui, come anche emerso dalle perizie, “non sussiste un nesso” tra i tratti “istrionici e narcisistici” manifestatisi nella personalita’ dell’imputata e la “condotta criminosa”.  I “tratti disarmonici di personalita’” dunque “non sono rilevanti” nelle risultanze processuali: “cio’ che e’ rilevante – ha sostenuto il pg – e’ la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato, la coscienza e la volonta’ di sopprimere la vittima, con le fascette che bloccavano l’azione del bambino”. Insomma, c’e’ una “miriade di elementi probatori”, ha rilevato il magistrato, che, per quanto riguarda il movente del delitto, ha ricordato che “la giurisprudenza di legittimita’ afferma che l’accertamento della causale non e’ essenziale per l’affermazione della responsabilita’”. Quanto infine alla chiamata in correita’ rivolta dall’imputata al suocero Andrea Stival, “e’ l’ennesimo tentativo di manipolazione”, ha concluso il pg. (AGI)