Acqua, Commissione ecomafie: in Sicilia preoccupa depurazione

“In Sicilia abbiamo trovato una situazione molto preoccupante rispetto alla depurazione delle acque reflue. I numeri parlano da soli: il 40 per cento dei cittadini non e’ servito da un depuratore e anche quando gli impianti ci sono succede che siano inattivi o funzionino male”. L’ha detto il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali Stefano Vignaroli, da ieri in Sicilia per alcuni sopralluoghi nell’ambito delle indagini sui dragaggi portuali e la depurazione delle acque reflue. Ancora in corso l’audizione alla Prefettura di Catania dei rappresentanti dell’Arpa. La commissione ha svolto un sopralluogo ieri nella rada di Augusta, nel Siracusano, esaminando anche la situazione della bonifica e dei diversi relitti presenti nell’area, di natura in parte civile e in parte militare. Sopralluogo anche all’impianto di depurazione Ias di Priolo, al momento sotto sequestro della Procura. Oggi sopralluoghi in due depuratori della provincia di Messina: Mili e Milazzo. Quest’ultimo dovrebbe trattare i reflui per circa 40 mila abitanti, ma ad oggi e’ in grado di depurare correttamente solo il 50 per cento circa dei reflui in entrata. Per questo il depuratore e’ interessato dalla procedura di infrazione europea e sono in corso azioni per la sua messa in regola. “In Sicilia il mare rappresenta una risorsa naturale fondamentale e di rara bellezza, ma si fa ben poco per tutelarlo e questo non e’ accettabile”, ha concluso Vignaroli. (ANSA)