VIDEO | ”Partecipazione e cambiamento”, presentato a Ribera il libro di Lillo Pumilia

E’ stato presentato ieri al circolo Pirandello di Ribera il libro “Partecipazione e cambiamento. Un'(auto) biografia politica della Sicilia” scritto dall’ex parlamentare democristiano ed ex sindaco di Caltabellotta Lillo Pumilia e pubblicato da Lussografica. Ne hanno discusso con l’autore l’ex ministro Calogero Mannino, l’ex senatore Giuseppe Ruvolo e il presidente del circolo culturale Pirandello Tommaso Pedalino. Ha partecipato all’incontro anche la deputata regionale dell’Udc Margherita La Rocca Ruvolo.

Il libro racconta una vicenda storica – di carattere precipuamente politico ma con importanti risvolti e con significative implicazioni culturali ed economico-sociali – che si sviluppa tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento: lo scenario è costituito dalla Sicilia, ma sullo sfondo si intravedono più vasti contorni. Si tratta di un complesso capitolo della storia politica siciliana, illustrato da un testimone che l’ha vissuta dal di dentro. La narrazione, fluida e documentata al contempo, forte dell’esperienza giornalistica maturata in gioventù dall’autore nella redazione del settimanale Sicilia Domani – dai cui archivi spesso sono ricavate le citazioni che arricchiscono il libro -, appare sostenuta da una lucida obiettività.

Gli attori della storia politica siciliana – democristiani, comunisti, socialisti, liberali – appaiono divisi su tutto, ma condividono almeno la consapevolezza che l’azione politica deve obbedire alla logica di un sano pluralismo, benché questo abbia spesso corso il rischio di degenerare nel mero correntismo o in un tornacontistico collateralismo. Così, sul filo della memoria autobiografica, si sviluppa una disamina critica che passa in rassegna gli avvenimenti di quegli anni, evidenziando gli influssi e i condizionamenti reciproci tra Roma e Palermo, e rievocando con onestà intellettuale la connivenza di alcuni politici con i potentati economici e finanziari, come pure con le organizzazioni criminali, ma anche la lotta alla mafia, alla ma la burocrazia e alla povertà delle popolazioni isolane portata avanti da altri politici più coerenti all’ideale del bene comune.