Pensioni, Uil: troppi anni proposta Puglisi, sì flessibilità

Gli anni di pensionamento e contributi contenuti nella proposta della sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi sono “troppo alti”. Lo dichiara all’Agi il segretario confederale Uil Domenico Proietti. In un’intervista Puglisi ha indicato un’uscita dal lavoro a 64 anni e 35 anni di versamenti, senza ricalcolo contributi ne’ penalizzazioni. “Soprattutto per alcune categorie, come ad esempio gli agricoltori e le donne, 35 anni di contributi sono troppi – afferma Proietti – e per questo noi chiediamo di introdurre una flessibilita’ diffusa intorno ai 60-62 anni, anche per superare lo scalone che si verra’ a creare con la fine della sperimentazione di Quota 100”. Apprezzabili della proposta Pugliesi l’assenza di ricalcolo e l’anno extra di contributi per ogni figlio alle lavoratrici. “La misura per le donne e’ quella che chiediamo anche noi – fa notare il segretario confederale Uil – e pensiamo che vada evitato assolutamente il ricalcolo col sistema contributivo. Giusto poi affrontare subito il tema delle pensioni per i giovani, riconoscendo un bonus di contribuzione figurativa che copra i buchi di contribuzione dovuti alla precarieta’”. “In questi giorni – conclude Proietti – stanno circolando diverse ipotesi. Lunedi’ ci incontreremo con il governo e speriamo che abbia una posizione ponderata e univoca”. (AGI)