Mafia, Dia: clan Rizzuto e imprenditori originari di Cattolica Eraclea egemoni a Montreal

Clan e imprenditori originari dell’Agrigentino continuano a spadroneggiare in Canada e non solo, di loro si occupa in Italia la Direzione Investigativa Antimafia nella relazione trasmessa nei giorni scorsi al Parlamento. Nel frattempo, oltreoceano, in questi giorni, sta avendo un grande impatto l’inchiesta di Radio Canada sui presunti legami con la criminalità organizzata di Lino Saputo, il miliardario italo-canadese originario di Montelepre (Palermo) tra i più ricchi del mondo, cognato dell’imprenditore Joe Borsellino originario di Cattolica Eraclea (Agrigento) dove arriva in vacanza quasi una volta all’anno e dove l’anno scorso ha donato uno scuolabus, anche lui “bersaglio” dell’inchiesta per i presunti rapporti con Joe Bonanno e per le relazioni con il clan Rizzuto che recentemente avrebbe ripreso il potere a Montreal dopo sei anni di instabilità insanguinati da una trentina di omicidi. A capo dell’organizzazione italo-canadese, adesso, ci sarebbe Leonardo Rizzuto affiancato da Stefano Sollecito, come riporta la stampa canadese citando fonti investigative.

Per quanto riguarda “le proiezioni all’estero” di Cosa nostra “la forte emigrazione agrigentina verso i Paesi dell’America e dell’Europa – spiega la Dia – ha portato alla ricostituzione, in queste aree, di aggregati delinquenziali aventi stretti legami con quelli locali, dai quali mutuano caratteristiche, interessi e metodi criminali. Questi emigrati rappresentano utili punti di riferimento, specialmente per quanto concerne il traffico internazionale di stupefacenti e il riciclaggio. Tradizionalmente le consorterie agrigentine della parte occidentale si sono proiettate verso i Paesi del Nord America e in taluni casi dell’America Latina specie Venezuela e Brasile, mentre quelle della parte orientale verso i Paesi del Nord Europa con particolare riguardo a Germania e Belgio”.

Un ruolo importante la “cupola” agrigentina lo ha storicamente avuto in Canada, negli anni scorsi tre inchieste della Dia (Brooklyn, Orso bruno e Minoa) hanno fatto luce sui legami in Sicilia e sui contatti internazionali anche nel mondo della finanza e della politica. “La criminalità organizzata di origine italiana conferma la propria presenza in Canada prevalentemente nelle zone di Montreal (Cosa nostra) e Toronto (‘ndrangheta). Entrambe le proiezioni sarebbero attive nel traffico di stupefacenti, nelle estorsioni, nell’usura, nel gioco d’azzardo, nel riciclaggio dei proventi illeciti e nell’infiltrazione nel settore degli appalti pubblici”, si legge nella relazione della Dia sull’attività relativa al semestre gennaio – giugno 2019.

“Le dinamiche che hanno consentito ai sodalizi, nel tempo, di raggiungere in Canada un’elevata capacità pervasiva – viene spiegato – sono richiamate nel Rapporto finale 2015 della Commissione Charbonneau, istituita dal governo del Québec allo scopo di indagare sulla gestione degli appalti pubblici. Il documento riporta testimonianze relative alla diffusione di pratiche illecite nelle amministrazioni locali che avrebbero poi trovato riscontro in successive inchieste giudiziarie. In particolare, nel 2006, un consorzio societario collegato alla famiglia Rizzuto di Cosa nostra americana, presente da tempo in Canada, si era aggiudicato una gara di appalto per l’installazione di oltre 30 mila contatori dell’acqua presso ogni unità immobiliare di Montreal. La procedura di assegnazione è risultata condizionata in quanto il consorzio era in stretti rapporti con la società incaricata di predisporre il capitolato tecnico dall’ente appaltante. Il lavoro svolto dall’organo d’inchiesta ha, più in generale, posto in evidenza le relazioni di una parte dell’imprenditoria del Québec con gli esponenti mafiosi italo-canadesi. Connessioni che confermano le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose nel tessuto economico di quel territorio canadese. Una serie di interferenze che non hanno riguardato solo le commesse pubbliche, ma che hanno inciso anche sugli esiti delle consultazioni elettorali. Tuttavia, queste condotte, in Canada, non sarebbero contemplate tra le fattispecie di reato”.

Dai lavori della Commissione Charbonneau, che ha indagato su mafia, appalti e politica a Montreal, è emerso che facevano capo a cinque cattolicesi le imprese che si sono accaparrate appalti pubblici per la realizzazione e la manutenzione di marciapiedi tra il 1996 e il 2011 e che si alternavano a turno senza lasciare spazio alle altre società: Mivela Construction di Nicolò Milioto, Pavage Csf di Domenico Cammalleri, Bp Asphalte di Joe Borsellino, Atg di Alex Sciascia e Tga di Joey Piazza. “Sono tutti originari di Cattolica Ereclea, piccolo paese siciliano di appena 4.000 abitanti”, ha detto il procuratore Sonia Lebel evidenziando la coincidenza. Nicolò Milioto, interrogato sul punto, ha risposto: “Forse siamo più efficienti, lavoriamo sodo con le nostre mani”.