Mafia italo-canadese, il recente viaggio di Leonardo Rizzuto a Cattolica Eraclea e le relazioni della Dia

Anche se i legami con il paese di origine non si sono mai interrotti come documentano diverse inchieste, ormai da tempo la famiglia Rizzuto del Canada non si faceva vedere a Cattolica Eraclea. L’estate scorsa, però, alcuni membri dell’ormai celebre famiglia italo-canadese protagonista di una serie tv su Netflix sono tornati in paese per qualche giorno di vacanza. La presenza di vecchie e nuove generazioni dei Rizzuto non è certo passata inosservata e sembra che si siano accese anche le antenne degli investigatori.

Di certo c’è che la Dia, la cui sezione di Agrigento è diretta dal vicequestore Roberto Cilona, ormai da tempo monitora i particolari rapporti tra Cattolica Eraclea e Montreal. Proprio due anni fa, quando in Canada si cominciava a parlare dell’imminente scarcerazione di Leonardo Rizzuto (figlio del vecchio “padrino” Vito) arrestato nel novembre 2015 nell’operazione “Magot”, la Dia, nella relazione trasmessa al Parlamento nel febbraio 2018, scriveva: “Riflessi sul territorio potrebbero derivare anche da un’altra faida in corso, interna alla famiglia mafiosa operante in Canada, nel Quebec, in conseguenza della quale alcuni accoliti del clan Rizzuto potrebbero lasciare quel Paese per rifugiarsi nei territori di origine”.

Poco dopo Leonardo Rizzuto viene assolto dall’accusa di gangsterismo perché le conversazioni intercettate nello studio di un avvocato sarebbero state riprese illecitamente, restano a suo carico solo il possesso di una pistola e di una modica quantità di cocaina trovate durante una perquisizione. Nel marzo del 2019 arriva la conferma del verdetto in secondo grado. Dopo qualche mese Leonardo Rizzuto – adesso tornato alla ribalta delle cronache come il nuovo leader della mafia italo-canadese – arriva a Cattolica Eraclea non in cerca di rifugio ma in vacanza insieme alla mamma Giovanna Cammalleri, alla moglie e ai figli, alla sorella Betty e al cognato Benny Sciortino e ai loro figli. Per qualche giorno, ad agosto, alloggiano in un b&b del centro storico del paese per poi trascorrere un altro breve periodo in un noto resort di Sciacca.

Al clan Rizzuto è stata dedicata la serie tv “Bad Blood”, adesso anche in italiano su Netflix: è la storia romanzata del capo dei capi della mafia italo-canadese Vito Rizzuto, un tempo a capo di una holding internazionale del crimine. Vito Rizzuto, nato nel 1946 a Cattolica Eraclea, è morto il 23 dicembre 2013 a Montreal per una malattia dopo quasi otto anni di carcere durante i quali i rivali gli avevano ucciso il figlio Nick Jr e il padre Nick Rizzuto Sr oltre che alcuni amici. Diverse le inchieste della Dia sul clan Rizzuto in Italia: l’operazione “Brooklyn” sull’infiltrazione nell’appalto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, l’operazione “Orso Bruno” sul riciclaggio di 600 milioni di dollari attraverso al Made in Italy Spa con sede di fronte a Palazzo Chigi e l’operazione “Minoa” che colpì anche i vertici delle famiglie di Cattolica Eraclea e Montallegro.

Di un possibile “ritorno dei Rizzuto”, nel dicembre 2016, aveva parlato l’ex senatore Beppe Lumia, componente della commissione Antimafia, in un’interrogazione al governo:  “Per comprendere l’attuale caratura internazionale di Cosa nostra della provincia di Agrigento – scrisse – bisogna spostarsi in Canada e mettere a fuoco la guerra di mafia in corso a danno del clan Rizzuto. Non è da escludere un ritorno dei Rizzuto in provincia di Agrigento. E’ da valutare se in questi anni sono già arrivati soldi e patrimoni di questo importantissimo clan nella provincia di Agrigento. Non è un’ipotesi peregrina chiedersi: dove sono questi soldi? Quali investimenti? Chi sono i loro prestanome?”.