Editoria, nasce nuova rivista La Via Libera: informazione contro le mafie

Una rivista bimestrale e un sito web con inchieste, interviste, editoriali e video su mafie, corruzione, migrazioni e ambiente. E’ ‘Lavialibera – pensieri nuovi, parole diverse’, il nuovo progetto editoriale di Libera e Gruppo Abele, eredita’ di Narcomafie, fondato nel 1993, pochi mesi dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio. Don Luigi Ciotti e’ il direttore editoriale, Elena Ciccarello la direttrice responsabile in una redazione di giornalisti under 35 e collaboratori in tutta Italia e anche oltre confine. “La nascita di un nuovo prodotto editoriale e’ una buona notizia”, dice il sottosegretario con delega all’editoria, Andrea Martella, al battesimo della rivista nella sede del sindacato dei giornalisti, l’Fnsi: “Nasce una nuovo punto di vista, una nuova voce che puo’ arricchire la qualita’ della nostra informazione e la nostra democrazia. Una scelta davvero preziosa: parole nuove e piu’ ricche, pensieri alti, per combattere gli stereotipi e le aree grigie che consentono al crimine organizzato di fare opinione”.

“Presentare un nuovo prodotto editoriale in una stagione difficile, in cui i giornali chiudono, rappresenta una luce che si accende” e’ invece l’opinione del segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso. E “una luce nelle mani di Libera e don Ciotti – aggiunge – e’ un riflettore potente su territori dove l’informazione e’ tabu'”. “La cultura – sottolinea don Ciotti nella veste di direttore editoriale – da’ la sveglia alle coscienze. Questo progetto non e’ di Libera, deve essere di tutti noi”. La prima storia di copertina e’ dedicata all’inchiesta ‘Mafia siciliana, cosa cova’, una lente su un territorio in cui Cosa Nostra, fiaccata dagli arresti, e’ impegnata a riorganizzarsi. “La Mafia – ha evidenziato il capo della Dna Federico Cafiero de Raho – con le condanne all’ergastolo dei capi ha finito per indebolirsi e ha dovuto regredire dagli spazi a sua disposizione, con una strategia diversa, dell’inabissamento, senza usare la forza, erodendo pezzi di economia sana”. “E’ diventata forte – ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia – perche’ a proteggerla vi e’ l’omerta’, il silenzio. Allora la stampa ha un ruolo fondamentale, tutti i media dovrebbero convergere su un’informazione piu’ approfondita, per innalzare l’attenzione generale. Ancora una volta con questo progetto Libera fa antimafia”.(ANSA)