Inchiesta sulla morte di Loredana Guida: eseguita l’autopsia, i pm vogliono risposte

C’è stato un ritardo nella diagnosi? Gli accertamenti clinici e strumentali, le cure prestate e gli interventi eventualmente eseguiti sono stati corretti e tempestivi? Esistono delle linee guida o pratiche mediche accreditate afferenti la diagnosi e la cura della patologia? L’operato dei sanitari è stato svolto entro i confini segnati da tali direttive e, in caso affermativo, vi è stata nelle prestazioni erogate colpa lieve o grave? Comer riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, sono questi alcuni degli interrogativi ai quali i consulenti tecnici nominati dalla Procura della Repubblica di Agrigento – il medico legale Sergio Cinque e il primario emerito di Medicina interna Giuseppe Abbita – dovranno dare una risposta.

Ieri, all’obitorio dell’ospedale «San Giovanni di Dio», a partire dalla tarda mattinata e fino al pomeriggio, sulla salma della giornalista-insegnante Loredana Guida è stato effettuato l’esame autoptico. A disporlo era stato il sostituto procuratore Elenia Manno, titolare del fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo aperto dopo la morte – per malaria non diagnosticata in tempo – della 44enne. Il pm vuole naturalmente sapere qual è stata la natura e la causa della morte. Ma ha chiesto anche ai consulenti di riferire «su profili di responsabilità penale in capo al personale medico-sanitario dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio’ di Agrigento che prestò assistenza a Loredana Guida, dalla data del suo primo ingresso al pronto soccorso (avvenuto il 15 gennaio scorso) e fino al decesso».

La Procura chiede di conoscere «se emergano profili di responsabilità penale in capo al medico curante, nonché al medico in servizio presso la Guardia medica di Agrigento che si occuparono della paziente nei giorni immediatamente antecedenti al suo definitivo ricovero presso la struttura ospedaliera». I consulenti della Procura, ieri, hanno comunicato al pm che – durante le operazioni peritali – si avvarranno della collaborazione di Giuseppe Rotondo, specialista in Malattie infettive, di Palermo. Alcuni dei 7 medici e infermieri – rappresentati dagli avvocati Anna Lisa Riggi, Giusj Katiuscia Amato, Valeria Martorana, Salvatore Buggea, Silvio Miceli, Giuseppe Grillo e Nicolò Grillo – raggiunti dall’informazione di garanzia hanno nominato quali consulenti di parte (che dunque hanno preso parte all’irripetibile esame autoptico) Antonio Cascio, direttore del dipartimento Malattie infettive presso il Policlinico universitario di Palermo, e Antonina Argo dell’istituto di Medicina legale dell’università di Palermo. Altri avvocati difensori si sono invece riservati di nominare propri consulenti.

La Procura, con l’informazione di garanzia, ha dato la possibilità a quanti erano in servizio il 15 gennaio e a quanti hanno trattato il caso sanitario di Loredana Guida di venire a conoscenza dei fatti e di potersi difendere. I familiari della giornalista-insegnante Loredana Guida, rappresentati dall’avvocato Daniela Posante, hanno nominato come consulenti tecnici di parte i medici legali Paolo Procaccianti e Antonio Juaiana. La Procura – del fascicolo si sta occupando appunto il pm Elenia Manno, ma l’inchiesta viene attenzionata anche dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dall’aggiunto Salvatore Vella – ha incaricato i consulenti di valutare «la condotta dei medici e del personale sanitario intervenuto, nonché le terapie apprestate e la loro congruità in relazione alle condizioni della paziente». Il pm ha chiesto anche che i consulenti tecnici «precisino quale sia il medico o i medici e/o il personale sanitario a cui sia ascrivibile una eventuale responsabilità penale». I consulenti della Procura, vista la complessità del caso e degli interrogativi, già ieri mattina hanno chiesto ed ottenuto, quale termine per il deposito della relazione scritta, 90 giorni di tempo.