Scavo archeologico in Sicilia diventa laboratorio d’integrazione

Quando uno scavo archeologico si trasforma in laboratorio di integrazione sociale. Accade In Sicilia, a Chiaramonte Guelfi, in provincia di Ragusa, dove scavo di una necropoli vede lavorare fianco a fianco studenti e ricercatori dell’Universita’ di Bologna con richiedenti asilo e minori in messa alla prova. Il progetto – diretto da Isabella Baldini del Dipartimento di Storia Culture e Civilta’ e da Salvatore Cosentino del Dipartimento di Beni Culturali in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Ragusa – sara’ presentato mercoledi” 12 febbraio a Bologna, presso la Sala Rossa del Centro Internazionale di Studi Umanistici ‘Umberto Eco’. Alla giornata di studio – ribattezzata ‘Archeologia negli Iblei tra ricerca e integrazione sociale’ – parteciperanno i protagonisti delle ricerche alla presenza, tra gli altri dell’Arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi.

Il progetto, in piedi dal 2018, vede il coinvolgimento del Comune di Chiaramonte Gulfi e della Cooperativa Sociale Nostra Signora di Gulfi. “L’obiettivo dello scavo – spiega Isabella Baldini – non e’ solo quello di riportare in luce testimonianze di un insediamento rurale sviluppatosi in epoca tardoantica, ma anche di favorire l’acquisizione di abilita’ professionali spendibili per il futuro da parte di tutti i partecipanti”. Allo scavo del sepolcreto hanno infatti partecipato, insieme agli studenti e ai ricercatori dell’Universita’ di Bologna, anche i beneficiari delle borse-lavoro attivate dalla cooperativa sociale: adulti inseriti nello Sprar-Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e minori sottoposti a procedimento penale. Tra gli ulivi di Chiaramonte Gulfi sono venute alla luce oltre cento sepolture databili tra il III e il IV secolo dopo Cristo e un tratto di abitato. L’Universita’ e la Soprintendenza archeologica di Ragusa collaborano al progetto con scavi e anche analisi scientifiche archeometriche, paleobotaniche, antropologiche e genetiche, alle quali si stanno aggiungendo nuove prospettive di studio, d’intesa con l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. (ANSA)