Stalking, molestie e insulti tra ragazze a Favara: due richieste di rinvio a giudizio

Molestie, insulti, pedinamenti, appostamenti e persino un tentativo di investimento con lo scooter e tanto altro ancora. Una rappresaglia, per motivi mai chiariti, fra tre giovanissime che per poco non finisce in tragedia a Favara. Nel frattempo, però, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, approda in un’aula di tribunale con due richieste di rinvio a giudizio, per le accuse di stalking, a carico di due ventiduenni. Si tratta di A. L. L. e J. R., entrambe di Favara. A denunciarle sarebbe stata una coetanea, un tempo loro amica prima che i rapporti fra loro si deteriorassero. La vicenda nasce al culmine di una serie di litigi, per ragioni mai del tutto messe a fuoco, che sembrerebbero comunque legate a banali contrasti fra ragazze poco più che adolescenti. Le due imputate, che hanno nominato come difensori gli avvocati Davide Casà e Ninni Giardina, avrebbero iniziato gli atti persecutori nei confronti dell’amica a partire dal 2015 e si sarebbero fermate solo nell’estate del 2018 quando furono denunciate.

Quasi quattro anni di stalking durante i quali la ragazza sarebbe stata, «con condotte reiterate», vittima di una pesante rappresaglia da parte delle ex amiche. In particolare sarebbe stata insultata con frasi di scherno e derisa in diverse circostanze. Ma vi è molto di più e di peggio nel contenuto delle accuse a carico delle due ragazze che l’avrebbero pedinata in numerose circostanze, appostandosi davanti all’abitazione della ragazza per insultarla e provocarla. L’episodio più grave denunciato dalla presunta vittima riguarda il tentativo di investimento a bordo dello scooter. La ragazza, inoltre, sarebbe stata colpita con «delle sostanze non meglio precisate».  Una vera e propria persecuzione, protratta negli anni, che la ragazza avrebbe deciso di interrompere il 5 luglio del 2018 presentando una querela con la quale raccontava dettagliatamente i fatti. Secondo la Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio delle due giovani indagate, la ragazza sarebbe stata costretta, a causa degli atti persecutori di cui era rimasta vittima, ad «alterare le sue abitudini di vita». L’udienza preliminare è stata fissata per il 20 febbraio. A decidere se disporre il rinvio a giudizio, salvo che la difesa non scelga riti alternativi, sarà il giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano.