Coronavirus e scuola online, dati confortanti in Sicilia: ”Ma nessun alunno sia lasciato indietro”

Le scuole siciliane, in queste settimane, assomigliano a quei bambini che si ritrovano a imparare a nuotare davvero solo quando vengono buttati in mare con l’acqua alta. Docenti e dirigenti scolastici – come riporta il giornale di Sicilia oggi in edicola – stanno facendo sforzi enormi per fornire ai loro studenti gli strumenti giusti per continuare il programma scolastico attraverso la didattica a distanza. Stanno sperimentando piattaforme per classi virtuali, per videolezioni, stanno cercando di colmare il gap tecnologico che esiste in vaste fasce della popolazione. Da Edmodo a G Suite, da Zoom a Weschool, si utilizza di tutto per restare «connessi» con i propri alunni. I primi dati sono confortanti. L’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla, informa che la piattaforma offerta da u n’impresa siciliana, con cui la Regione ha stipulato un accordo, ha già avuto un buon riscontro. Il software cont inualascuola.it è stato scelto da 187 istituti scolastici, con la registrazione di 1.534 docenti chehanno realizzato 1021 classi virtuali. Nelle prossime ore, la stessa opportunità sarà estesa anche agli allievi degli enti di formazione.

«I primi dati in nostro possesso –spiega l’assessore Lagalla al Gds – sono incoraggianti e soprattutto in progressiva crescita. Da una situazione d’emergenza è scaturita l’accelera – zione verso un inatteso cambiamento metodologico della didattica, sebbene si registrino diverse criticità. Occorre interrogarsi sulla attuale uniformità distributiva
dell’insegnamento a distanza sul territorio regionale e, nonostante gli sforzi da tutti compiuti, sulla garanzia di pari opportunità per tutti gli studenti». Sono allo studio in assessorato misure di accompagnamento al decreto Cura-Italia per agevolare l’acquisizione di dotazioni informatiche individuali, da destinare agli studenti in condizioni
di disagio. Le esperienze positive sono numerose, anche in tema di didattica solidale. Il dirigente scolastico del liceo classico Umberto I di Palermo, Vito Lo Scrudato, spiega che nell’istituto è stata attivata la didattica a distanza, «abbiamo dato in comodato d’uso circa 30 tablet agli allievi più disagiati e oggi sarà il momento del collegio dei docenti con tutti presenti in videoconferenza – dice – Questo è il frutto di anni di pratica digitale e acquisizioni di tecnologia seguendo i piani del ministero e i progetti europei. Siamo disponibili a fornire aiuto alle scuole che ne avessero bisogno».

All’altro capo della città, quartiere Pallavicino, la scuola media Borgese-XVII Maggio sta facendo le capriole per raggiungere tutti gli alunni in periferia. Ne mancano all’appello solo 37 su 600 circa, «ci stiamo organizzando per fornirli dei dispositivi necessari, attraverso il comodato d’uso – spiega la preside Giuseppa Di Blasi – Per la connessione,
abbiamo dato indicazioni per l’ut ilizzo del cellulare come router. E poi un appello a tutti: rimuoviamo le password dal wi-fi di casa per aiutare quei bambini e quelle famiglie
che per ragioni economiche non possono permettersi la linea internet domestica». Non lasciare nessuno indietro è l’emergenza di tutti gli istituti. «Sembra che non ci sia la consapevolezza che una percentuale non indifferente degli alunni sia rimasta “fuori” dalla scuola – denuncia Rosolino Cicero, presidente dell’A n co – dis, l’associazione che riunisce i collaboratori dei presidi – per assenza di adeguati dispositivi che possano consentire loro di sentirsi protagonisti attivi nel loro percorso di formazione. Rischiano di essere gli “ultimi” non per scelta ma per necessità»