Cammarata, la blockchain un’opportunità per superare la crisi legata al Coronavirus

La tracciabilità alimentare è anche un’opportunità per superare la crisi legata al Coronavirus. La Rete Ovinicoltori Siciliani che ha sede a Cammarata spiega in una nota che “continua a lavorare con la piattaforma Blockchain Lirax nell’integrazione dei processi di tracciabilità della filiera del latte di pecora. Questo processo, che vede coinvolte oltre 40 imprese del territorio, si sta rilevando come un importante strumento di crescita e di potenziale attrazione di nuovi clienti, soprattutto all’estero.

Identificando in primo i retisti, le aziende del territorio, i processi e i diversi fornitori, la Rete garantisce un prodotto realmente Made in Sicily. Il processo operativo, semplificato della piattaforma blockchain scelta dal presidente della Rete Sebastiano Tosto, è alla base del successo dell’iniziativa. Oggi infatti si stanno censendo tutti i partecipanti alla filiera e tramite l’inserimento di tutti i capi di bestiame all’interno del sistema digitale, i primi certificati in Blockchain iniziano a circolare, insieme al latte prodotto. I laboratori di ricerca coinvolti possono cosi caricare e certificare in modo univoco, e soprattutto riconosciuto dai clienti esteri, i loro certificati. Esami standard di legge, oltre ad esami specifici legati all’assenza del Covid-19, fanno sì che il latte e i formaggi prodotti siano, ancora di più, eccellenze siciliane”.

Tonino Rizzico, referente della Rete per il progetto Blockchain, dichiara: “Grazie all’uso di questa tecnologia, ed alla disponibilità offerta da Alessandro Civati, titolare di Lirax, stiamo facendo un lavoro unico sul nostro territorio. Già da oltre un mese stiamo anche lavorando per offrire i nostri prodotti a nuovi clienti sia Africa sia in Medio Oriente. La tracciabilità di Lirax ci ha aperto nuove opportunità fino ad oggi impensabili. La professionalità e l’eccellenza del nostro territorio, è cosi aumentata dalla fiducia di questa tecnologia, che in modo oggettivo rende verificabile da chiunque, non solo la provenienza del prodotto, ma anche, per la prima volta, tutti i partecipanti alla filiera”.