Pasqua, Coldiretti: per 8 su 10 a tavola vince la tradizione, boom di dolci fai da te

Nonostante il menu più sobrio per i pranzi della festa l’80% degli italiani rispetterà la tradizione che nelle diverse regioni prevede di portare a tavola carne, salumi, uova e formaggi, da consumare tal quali o nelle ricette storiche regionali. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè sulla Pasqua degli italiani al tempo del coronavirus che rivela come siano comunque pochi – sottolinea la Coldiretti – gli italiani che restano a dieta e scelgono un menu light ipocalorico (15%), altri a causa di allergie o scelte personali escludono alcuni alimenti come olio di palma, saccarosio o scelgono cibi senza glutine (3%), mentre solo il 2% sceglierà un menu vegano o vegetariano.

La Pasqua “anche quest’anno è caratterizzata dall’ampio uso di ricette e prodotti tipici come i salumi, dalla corallina laziale alla finocchiona toscana, dalla soppressata calabrese al salame napoletano, ingrediente immancabile del Casatiello e poi le uova ruspanti, quasi 400milioni consumate tal quali o come ingrediente in questi giorni. Rilevante anche il consumo di formaggi a partire dal pecorino servito tal quale, ma anche come ingrediente di preparazioni salate tipiche come la pizza di Pasqua delle Marche o dell’Umbria e le torte rustiche del sud Italia fino ai dolci che punteggiano la tradizione gastronomica delle diverse regioni: dal Fochaz del Trentino al Benson dell’Emilia Romagna, dalla Colomba della Lombardia alla Pigna del Lazio, dalla Pastiera della Campania alle Cuddura cu l’ova della Sicilia. Niente uova di cioccolato per il 54% delle famiglie che invece hanno scelto di preparare a casa in tavola i dolci della tradizione regionale. L’emergenza sanitaria che, a causa delle norme anti contagio, sta costringendo a casa gli italiani favorendo un prepotente ritorno in cucina tanto che – evidenzia la Coldiretti – in più di 1 casa italiana su 2 ha preparato i dolci della tradizione che diventano auspicio di buon augurio e di rinascita dopo le difficoltà.

Da nord a sud si riscoprono a tavola le ricette che caratterizzano le diverse aree del Paese come per esempio gli gnocchi filanti in Piemonte, la minestra di brodo di gallina e uovo sodo e le pappardelle al ragù di coniglio in Toscana ma anche la corallina, salame tipico accompagnata dalla pizza al formaggio mangiata a colazione in tutto il Lazio. Se in Romagna sono di rigore i passatelli in Molise è l’insalata buona Pasqua con fagiolini, uova sode e pomodori. In Puglia – prosegue la Coldiretti – il principe della tavola pasquale è il Cutturiddu, agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge, in Veneto onnipresenti su tutte le tavole della festa pasquale sono le tipiche vovi e sparasi, uova sode, decorate con erbe di campo e in Trentino le polpettine pasquali con macinato di agnello.

Ed è certamente l’agnello la portata più attesa e presente in una tavola su tre (35%) con la preferenza – sostiene la Coldiretti – a scegliere italiano magari direttamente acquistato dal produttore. Una decisione – sottolinea la Coldiretti – motivata dalla necessità di garantirsi personalmente della provenienza in una situazione in cui la maggioranza dell’offerta viene dall’estero e soprattutto da Romania e Grecia che non assicurano gli stessi standard qualitativi. Per portare in tavola qualità al giusto prezzo il consiglio della Coldiretti è dunque quello di preferire carne di agnello a denominazione di origine, quella garantita da marchi di provenienza territoriale, o di rivolgersi direttamente ai pastori, quando è possibile. Consumare carne di agnello italiana – continua la Coldiretti – significa anche difendere un’arte ricca di tradizioni come la pastorizia ma a rischio di estinzione per i prezzi spesso inferiori ai costi di produzione, gli attacchi degli animali selvatici, la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per nazionali e il massiccio consumo di suolo che in Italia ha ridotto drasticamente gli spazi verdi e i tradizionali percorsi lungo i fiumi fino ai pascoli di altura storicamente usati per la transumanza delle greggi per la quale l’Italia ha chiesto il riconoscimento come patrimonio dell’Unesco.

Questa è anche una Pasqua all’insegna della solidarietà con quasi 4 italiani su 10 (39%) che hanno deciso di partecipare a iniziative per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori di Campagna Amica con la spesa sospesa, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. Salgono infatti a 3,2 milioni il numero di poveri che hanno addirittura bisogno di aiuto per mangiare per effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale secondo analisi Coldiretti sulla base delle persone che in Italia lo scorso anno hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare che stimano un amento dal 20% al 30% delle richieste di aiuto nel corso dell’emergenza Coronavirus.