Dl rilancio, Coldiretti Sicilia: ”Stranieri risorsa, ora voucher”

Anche in Sicilia la mancanza di manodopera straniera in questo momento “sta pesando sulle aziende produttrici di uva da tavola e successivamente pesera’ anche per le altre colture”. Lo afferma Coldiretti Sicilia sulla base del monitoraggio delle imprese regionali. Fino allo scorso anno un’azienda media impiegava almeno 20 operai stranieri per le operazioni di dilatazione dei frutti (la selezione degli acini) e poi per la raccolta che si protrae, in media, fino a luglio. Oggi invece le imprese agricole “si ritrovano senza il lavoro soprattutto di romeni bravi in queste attivita’”. Il problema – sottolinea ancora l’organizzazione agricola interpellata dall’AGI – potrebbe essere risolto con i voucher, “anche perche’ e’ difficile lo stesso reclutamento della manodopera locale per paura di perdere i benefici degli aiuti”. Le imprese agricole “hanno bisogno di professionalita’ e esperienza, con il coinvolgimento delle stesse persone che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese” commenta il presidente regionale, Francesco Ferreri. Nei lavori in agricoltura “bisogna avere una capacita’ qualificata acquisita nel corso degli anni”. Aggiunge il dirigente regionale di Coldiretti: “Serve una riduzione dei passaggi burocratici che possa semplificare i voucher agricoli e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagna”. Per l’incontro tra domanda e offerta Coldiretti ha creato la piattaforma Job in country, una vera e propria banca dati di aziende e profili consultabile e aggiornabile in qualsiasi momento, un vero e proprio filo diretto fra impresa e lavoratore”. (AGI)