Appalti sanità in Sicilia: ”Taibbi pensava a dossier su Musumeci”

La sera del 18 novembre 2018, a casa di Antonino Candela, arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti nella sanita’, il manager, intercettato mentre parla con un altro degli arrestati, l’imprenditore Giuseppe Taibbi, quest’ultimo gli prospetta l’idea di mettere a punto un’attivita’ di dossieraggio nei confronti del presidente della Regione Nello Musumeci che non aveva confermato Candela alla direzione generale dell’Asp di Palermo, preferendogli Daniela Faraone. Dossier da far arrivare a esponenti del governo nazionale. I due – come si legge nell’ordinanza del Gip Claudia Rosini – si mostrano sorpresi dalla scelta della giunta: “Ci ha preso in giro, ci siamo fidati e ci hanno ammazzato”, dicono.

E insultano l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, definito da Taibbi “il bambino”, che Musumeci avrebbe dovuto “levare dai coglioni” e nominare Candela al suo posto. Candela e Taibbi fanno anche i nomi di Vincenzo Barone, “il ladro messo li’ dentro”; di Fabio Damiani che “c’ha duemila cazzi che a sto punto vale la pena metterli nero su bianco”, di Alessandro Caltagirone, di “questo Lanza (Maurizio Letterio, ndr) in quota di Stancanelli” (il senatore Raffaele, ndr). Anche per queste persone Taibbi diceva di aver confezionato “dei e propri dossier ricattatori o di essere pronto a confezionare con tanto di ‘foto satellitari’ delle ‘porcate’ fatte da ognuno per mettere alle strette lo stesso Musumeci ed altri al fine di fare ottenere al Candela i prestigiosi incarichi cui, a loro avviso, doveva essere destinato”, scrive il Gip. Incarichi che arrivano con l’emergenza legata al Coronavirus: Candela sara’ nominato commissario per l’emergenza. Il manager, parlando con Taibbi, illustrava nello stesso dialogo il meccanismo delle nomine nella Sanita’ della Regione: dove prevale “la logica di fare affari e politica per loro”. (ANSA)