Mafia, arresti nel feudo di Messina Denaro: rapporti Sicilia-Usa, incontri anche col boss di Sciacca

“L’autorità e il ruolo di Francesco Domingo, come autorità di vertice tra le articolazioni mafiose trapanesi, era riconosciuto anche negli Stati Uniti d’America ove come noto si sono da tempo insediate e sviluppate ‘cellule’ di Cosa nostra”. È quanto fanno riferiscono i carabinieri di Trapani nell’ambito dell’operazione che ha stretto il cerchio attorno al feudo di Matteo Messina Denaro con 13 arresti e 11 indagati contro il clan di Castellamare del Golfo. Numerose, secondo gli inquirenti, le visite, intercettate dalle microspie e telecamere dei carabinieri, di esponenti mafiosi della famiglia italo-americana Bonanno di New York che aggiornavano il capo mafia castellammarese delle dinamiche e degli equilibri di Cosa nostra oltreoceano. Ma, stando a quanto emerso, i mafiosi americani chiedevano anche a Domingo l’autorizzazione per interloquire con altri esponenti del mandamento di Alcamo, peroravano le cause di conoscenti in patria, nonché veicolavano messaggi tra Domingo e i sodali in America. Proprio con riferimento ai rapporti con Cosa nostra statunitense Domingo, stando alle indagini, ha incontrato, riservatamente nell’estate del 2018, anche il boss di Sciacca (Agrigento) Accursio Dimino, poi arrestato nel novembre dello scorso anno, e successivamente i suoi emissari. (LaPresse)