Il film sul giudice Saetta conquista il ”Giffoni”, il regista Lorenzano: ”Sensazione immensa raccontare questa storia ai ragazzi”

“Da siciliano sono stato invitato più volte a non fare questo lavoro. Perché è un terreno scivoloso. Mai ricevuto un’intimidazione. Da figlio della mia terra sentivo la necessità di chiudere una parentesi aperta da troppo tempo. Mi sono chiesto perché non prima. Onore e onere aver raccontato e storicizzato questa storia. Questa è la repubblica delle stragi impunite e il documentario è il modo più bello per scrivere un articolo di giornale”. Lo ha detto il giornalista e regista canicattinese Davide Lorenzano, sabato scorso, al Giffoni Film Festival, il più importante festival cinematografico internazionale per bambini e ragazzi, dove ha presentato fuori concorso il film documentario “L’Abbraccio – Storia di Antonino e Stefano Saetta”.

Il film racconta le vicende umane, oltre che professionali, del giudice Antonino Saetta, presidente della Corte d’Assise d’Appello a Palermo, e di suo figlio Stefano, uccisi in un attentato mafioso il 25 settembre 1988 sulla Ss 640. “È una sensazione immensa – ha aggiunto Lorenzano – raccontare questa storia ai ragazzi, proprio mentre nella fase di scrittura si pensava di rivolgersi proprio ai più giovani. Viva il Giffoni Film Festival”.
Scritto e diretto da Lorenzano, prodotto da Cristian Patanè per Bridge Film, con la fotografia di Daniele Ciprì, il documentario è stato realizzato anche grazie alla sponsorizzazione dell’Azienda Agricola G. Milazzo di Campobello di Licata. “Il vino è cultura” ha commentato Saverio Lo Leggio, titolare assieme alla moglie Giuseppina Milazzo della nota azienda vinicola. “La memoria è cultura, la legalità è cultura. Tutto ciò che sia in grado di promuovere una cultura della legalità e della memoria ha il nostro appoggio. Siamo stati felici – ha aggiunto – di appoggiare Lorenzano nella realizzazione di questo importante lavoro e siamo orgogliosi di vedere che abbia raggiunto un palcoscenico di tale prestigio”.