Poesia di Luciano Chiazzese dedicata al giovane migrante morto a Siculiana

Poesia di Luciano Chiazzese dedicata al giovane migrante morto a Siculiana.

Imitazione
In morte del fratello Giovanni,
giovane ventenne, eritreo, senza nome.
Non andrò più,
sempre fuggendo,
da gente in gente.
E già, la madre
parla di me
senza il mio cenere muto.
Deluso, a Lei
le mie palme tendo,
e all’Incolpevole e familiari suoi;
perdono chiedo a tutte le genti,
ai muri gentili feriti e sempre scalfiti
dal martirio di santi senza scopo.
Amo chi non mi vuole
e chi mi accoglie.
Saluto i miei tetti
e i giovani che partono,
vado io ora
dove mi porta il vento.
Questo di tanta speme
oggi mi resta!
O straniere genti,
l’ossa mie fortunate
rendete al petto
della madre mesta.
P.S.: non ho letto quotidiani né visto il racconto in TV.
Le cronache locali non riportano il nome del giovane.
Ho visto e sentito persone che avevano i brividi a raccontare
la morte di un ventenne….., e non dico degli altri.
Note da Wikipedia:
L’ Eritrea è un Paese dell’Africa Nord-Orientale.
E’ una Repubblica presidenziale monopartitica “de iure”,
una Dittatura totalitaria “de facto”.
La sua capitale, Asmara, è conosciuta per gli edifici in
stile coloniale italiano. …. Due grandi religioni: 63% cristiani
e il 37% musulmani. Il resto, altre religioni.

Luciano Chiazzese