Vino, Planeta racconta la vendemmia sui social

L’azienda vitivinicola Planeta, con una storia di 17 generazioni e tra le più importanti in Sicilia, con circa 400 ettari di vigneto e sei cantine in cinque territori (Menfi, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo), si appresta a concludere il primo mese di vendemmia che ha avuto inizio il 10 agosto 2020 a Noto. A differenza delle altre realtà italiane, agosto rappresenta un mese importante per le cantine siciliane e in particolar modo per Planeta che in questo mese porta a termine il 30% della vendemmia. Si inizia quindi a fare un bilancio provvisorio sull’andamento dell’annata, aspettando la fine di ottobre per tirare le somme con la raccolta delle uve sull’Etna. ”L’uva che fino ad oggi è giunta in cantina è assolutamente al suo meglio. Un’estate asciutta e senza picchi di caldo ha dato come risultato una resa naturalmente bassa, profili aromatici e densità ottimali, e grappoli in perfetto stato sanitario. Chardonnay, Grillo, Sauvignon Blanc, Moscato, Fiano e Syrah sono per buona parte già ‘in casa’, e sono di una qualità eccezionale, per la gioia di tutto il team”, afferma Alessio Planeta, alla guida dell’azienda. E in questo 2020 caratterizzato da forti paure e incertezze causate dalla pandemia da Covid-19 che ha scosso il mondo intero, il team Planeta racconterà la vendemmia attraverso i canali social e una diretta Zoom – fissata il 19 ottobre alle ore 18, salvo cambi di programma dovuti all’imprevedibilità delle attività di produzione – riservata a tutti coloro che ne faranno richiesta (prenotandosi su planeta@planeta.it), in cui sarà possibile ‘interrogare’ gli attori della cantina, in primis gli enologi. ”Negli ultimi mesi le aziende viticole si sono divise in due: chi ha ritenuto di dover seguire i ritmi dell’uomo ha dovuto segnare il passo, ma chi ha seguito i ritmi della Natura non si è fermato un solo istante”, ammette Alessio Planeta. ”Il nostro team di vigna e cantina è stato veramente straordinario: si può dire che ha tenuto in piedi l’intera azienda. Per questo racconteremo la vendemmia 2020 attraverso i loro occhi e i loro pensieri. Sarà la vendemmia degli uomini e delle donne Planeta”, sottolinea.

Planeta è una realtà che abbraccia cinque territori della Sicilia (Menfi, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo). In ognuno di questi luoghi ci sono persone, vigne e cantine differenti e uniche che ne raccontano le peculiarità. La parola dunque andrà a Vito Gambino, originario di Roccamena, con 20 anni di esperienza, che parlerà della vendemmia di Menfi, e ad Alessandro Serughetti da Cinisi, appena tornato da Margaret River (Australia) e alla terza vendemmia Planeta, che svelerà i segreti del Cerasuolo di Vittoria. Da Noto, a raccontare le sensazioni dell’annata in corso sarà Calogero Riportella, nativo di Sciacca e figlio d’arte: suo padre Filippo è il responsabile agricolo di vigne e oliveti, pilastro insostituibile e braccio destro del fondatore Diego Planeta. Sull’Etna invece uno sguardo che non può che essere diverso: quello di Patricia Tóth, ungherese, ma ormai da ben 15 anni siciliana di adozione. E per finire, a Capo Milazzo, Alessio Planeta seguirà direttamente la vendemmia e la narrerà. ”Tornare alle origini, rimanendo fermo in una cantina come un enologo alle prime armi, sarà il mio personale modo di ricordare l’annata 2020 che, ne siamo certi, non potrà essere archiviata come le altre”, commenta. La grande novità di quest’anno sono due nuove vigne impiantate negli anni scorsi che hanno dato i primi frutti. La prima, 28 ettari di vigneto in area menfitana, contrada Cirami, vicino alle vigne di Ulmo e Maroccoli. Un luogo incantato dove non vi è traccia dell’uomo ad esclusione dei filari vitati. Nelle vicinanze, in contrada Risinata, un palmento greco (o forse fenicio) scavato nella viva roccia datato circa 2.500 anni e, all’orizzonte, l’affaccio sul Lago Arancio e sul Canale di Sicilia, dall’alto dei 450 metri di quota, che toglie letteralmente il fiato. La seconda invece si trova sull’Etna: 10 ettari in corpo unico in località Feudo di Mezzo, da cui prende il nome la cantina: una contrada al centro del magnifico distretto vinicolo dell’Etna nord comprendente la vigna che è tra le più estese della denominazione, coltivata tutta a Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Complessivamente 38 ettari di terra da vino: un altro passo importante nella direzione della massima qualità. ”A fine settembre daremo un altro aggiornamento generale, mentre sui nostri profili social potrete seguire la vendemmia giorno per giorno, guidati dal nostro team”, conclude Alessio Planeta. (Adnkronos)